La Nuova Ferrara

Ferrara

«Servire i cittadini» La Polizia si raccoglie per il suo patrono nell’anno più drammatico

Marcello Pulidori

Ieri nella Chiesa del Gesù la messa celebrata dall’arcivescovo Perego Il questore: «Dobbiamo ripartire più forti di prima con i nostri ideali» 

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la cerimonia



Sub lege libertas. La libertà nel rispetto della legge. È stato questo motto il filo conduttore lungo il quale si è snodata, ieri mattina, nella Chiesa del Gesù, la festa della Polizia di Stato per celebrare San Michele Arcangelo, il suo patrono. Una ricorrenza arricchita dalla presenza dell’arcivescovo Gian Carlo Perego che ha celebrato la messa. «Oggi la società impone soprattutto a voi poliziotti compiti diversi e più difficili – ha detto Perego, affiancato dal cappellano della Polizia, don Pier Giorgio Lupi – per questo più forte è l’importanza di servire i cittadini». Davanti all’altare le massime autorità cittadine, dal prefetto Michele Campanaro, al questore Cesare Capocasa, al vicesindaco della città Nicola Lodi ieri in fascia tricolore.



Ed è stato proprio il questore a ricordare «l’anno, per certi versi, più tragico della nostra storia», quando con voce incrinata dalla emozione ha rammentato «quei camion dell’Esercito che hanno portato qui a Ferrara le bare di persone decedute altrove», con un riferimento più che evidente alle conseguenze drammatiche di una pandemia peraltro ancora in atto. Dal 1949, da quando cioè Papa Pio XII proclamò San Michele Arcangelo Patrono della Polizia di Stato, questa ricorrenza significa soprattutto ricucire una volta di più i rapporti tra istituzioni e comunità, tra poliziotti e cittadini. Riannodare i fili di un senso di appartenenza. «Siete, e siamo – ha detto ancora il questore – custodi di ogni cittadino sulla cui sicurezza siamo chiamati a vigilare». Compiti divenuti oggi ancora più ardui per tutti i poliziotti, e più in generale per tutti i tutori dell’ordine. A questo impegno la Polizia di Stato unisce anche la straordinaria funzione di assistenza pubblica rappresentata, nel suo stemma araldico, dalla doppia fiaccola incrociata. —





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