I medici in pensione Goro saluta la coppia nella vita e nel lavoro
Ultimo giorno per Magon e la moglie Maestri Il sindaco: «Per noi sono stati due pilastri»
il saluto
Correva l’anno 1982, quando due giovani di belle speranze, coetanei, essendo nati entrambi nel 1953, Lui veneto di Lendinara (Ro) e lei gorese, arrivarono alla tanto sospirata quanto meritata laurea in medicina e chirurgia all’Università di Padova sede di Verona, e così diventarono il dottor Fabio Magon e la dottoressa Anna Lucia Maestri, medici di base per tanti anni.
il matrimonio
Dopo la laurea coronarono nel 1983 anche il loro sogno d’amore. Probabilmente questi due giovani dottori non avrebbero mai pensato di scrivere per quasi quarant’anni una pagina importante della comunità. La loro moralità, la professionalità, l’aspetto umano, il vivere quotidianamente i problemi non solo sanitari delle persone, ha fatto un’enorme differenza, quella differenza che è andata bel oltre la professione del medico di famiglia.
i ricordi
Il ricordo di Fabio Magon va agli inizi degli anni ’80 alle prime frequentazioni di Goro: «La cosa per così dire più strana per non dire sconvolgente è quando sono arrivato a Goro, all’inizio del paese un enorme cartello “zona depressa”, per un giovane laureando non è un grande biglietto da visita, comunque a parte questo Goro mi è piaciuta subito e di più la sua gente. Po si sa i posti di mare sono particolari o ti identifichi subito con la realtà oppure dopo un po te ne vai». «Sono entrato talmente in sintonia, che dopo un periodo di tirocinio all’ospedale di Verona, decisi che il mio posto era sul territorio a contatto diretto con le persone». Mentre il dottor Magon racconta la sua storia, la dottoressa Anna Lucia Maestri, collega e moglie, sorride consapevole di essere stata anche lei protagonista di questa storia.
la dottoressa
«Io non avevo problemi con la zona depressa perché ci ero nata afferma con un sorriso la dottoressa. Ricordo che la titolarità arrivò il 15 gennaio, con il paese sommerso dalla neve. È stato un percorso di vita lungo tra la mia gente, che mi ha subito accolto bene, cosa non scontata e questo mi ha facilitato nel mio percorso professionale, nei rapporti umani e in tutto quel che un medico di base rappresenta sopratutto per le piccole comunità come la nostra dove ci si conosce tutti e in tanti casi si è parenti o amici. Lascio perché è giusto così,, anche se dispiace non andare più in ambulatorio».
Il saluto del sindaco Diego Viviani: «Non è semplice descrivere cosa sono stati nella loro professione, nei rapporti umani, nella moralità Fabio e Anna Lucia, posso dire più che da sindaco da cittadino che sono stati due pilastri, che hanno sorretto la nostra comunità». —
Odino Passarella
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