Comunicato sindacale
Sabato e domenica la “Nuova Ferrara” non è uscita in edicola a causa di uno sciopero di due giorni proclamato dalle redazioni delle tredici testate del gruppo Gedi (ex gruppo Espresso-Repubblica, dalla scorsa primavera sotto il controllo della famiglia Agnelli) dopo la notizia, appresa da fonti “terze” e finora non smentita dal gruppo editoriale, che la “Nuova Ferrara” - assieme alla “Gazzetta di Modena”, alla “Gazzetta di Reggio” e al “Tirreno”, testata regionale toscana - sarà ceduta a una cordata di imprenditori appositamente costituita per rilevare i quattro quotidiani.
Si tratta dello sviluppo più recente di un percorso accidentato, sfociato a fine 2019 in un piano esuberi con il prepensionamento programmato di oltre 100 poligrafici del gruppo e nel passaggio di consegne tra la famiglia De Benedetti e la famiglia Agnelli, che ha assunto la conduzione imprenditoriale di Gedi.
Da mesi questa redazione, e le altre del gruppo, attendono il piano di sviluppo promesso durante un incontro dei vertici di Gedi e Gnn (il “contenitore” dei quotidiani locali) con i Comitati di Redazione e mai illustrato finora, nemmeno sommariamente.
L’operazione di cessione in corso comporterà la distruzione di un’esperienza nata e cresciuta nell’arco di 40 anni in quello che è diventato il maggior gruppo editoriale italiano, che ha garantito la presenza di giornali di qualità in tante province italiane e nel Paese. Abbiamo ricevuto la solidarietà e l’impegno ad affiancarci in questa vertenza da Fnsi, sindacati, Ordine dei giornalisti, partiti, parlamentari, sindaci, consigli comunali, da altri quotidiani e dai lettori.
Siamo tutti molto preoccupati che la cessione si risolva in una mera operazione contabile che chiama in causa soggetti e imprese che non hanno “background” ed esperienza nel settore editoriale, con tutte le conseguenze che ciò può comportare per la stabilità e il rafforzamento dei quotidiani coinvolti e per i lettori che ricevono ogni giorno una informazione aggiornata, qualificata e puntuale. Tutto questo può ovviamente produrre gravi ricadute sul piano occupazionale.
Le redazioni mantengono lo stato di agitazione: i Comitati di Redazione delle testate del gruppo hanno avuto il mandato per gestire altri tre giorni di sciopero, in attesa delle risposte dell’editore. —
Il Comitato di redazione
della “Nuova Ferrara”
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