Camera di commercio appello al ministro «Ascolta le aziende»
Bellotti (Cna): la fusione incrina il rapporto con il territorio Il sindaco Fabbri: pronti ad ogni iniziativa per l’autonomia
La fusione delle Camere di commercio di Ferrara e Ravenna, che penalizzerebbe largo Castello in quanto più piccola di dimensioni, è ancora al centro dell’attenzione. Dopo l’esclusione in Commissione Bilancio del Senato degli emendamenti anti-fusione, sostituiti da un meno vincolante ordine del giorno, Cna interviene con una lettera aperta al ministro Stefano Patuanelli. In Regione ancora nessun contatto con il governo per la nomina del commissario.
lettera aperta
«Stiamo attraversando una fase di eccezionale difficoltà - scrive il presidente Davide Bellotti - in cui il mondo economico e imprenditoriale dovrebbe sentire forte e chiaro il sostegno della politica e delle istituzioni. La decisione di riprendere il percorso di accorpamento, privando il territorio ferrarese e le sue imprese di un sicuro punto di riferimento, va esattamente nell’opposta direzione. Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, è esponente di primo piano di una forza politica, il Movimento 5 stelle, nata con l’obiettivo dichiarato di essere vicino ai territori e ascoltare le richieste della gente. Perché - di chiede Bellotti - quindi sostiene una riforma che incrina il rapporto tra le Camere di commercio e i territori, e penalizza un ente virtuoso come quello di Ferrara? Perché il ministro preferisce venire incontro alle richieste verticistiche di Unioncamere, piuttosto che ascoltare i veri titolari delle Camere di commercio, cioè gli imprenditori e le associazioni che li rappresentano?». Il Pd ha ritirato l’emendamento «che andava nella giusta direzione», ripiegando su di «un ben più lieve ordine del giorno»; ma «le riforme fatte ad ogni costo, più per dare forma ad uno slogan che per andare incontro a esigenze reali e condivise dei cittadini e dagli imprenditori generano danni a volte irreparabili».
eccellenza
La Camera di commercio è «un’eccellenza. Assistere ad un atto che ne matta a rischio anche solo in parte l’efficacia e la rappresentatività è un duro colpo, in un momento in cui per le imprese locali è fondamentale avere riferimenti precisi» aggiunge Alan Fabbri. Nel lavoro svolto in lockdown per fare sistema, ricorda il sindaco, «l’ente guidato da Paolo Govoni è stato partner fondamentale e attivo. Per questo la scelta del governo, di fondere la nostra realtà con Ravenna e ora l’atto del commissariamento, ci preoccupano e ci deludono». Fabbri si dice pronto «anche d’intesa con il nostro gruppo parlamentare (intende la Lega, ndr), ad appoggiare ogni iniziativa utile, a scongiurare la perdita della nostra Camera di commercio». —
s.c.
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