La Nuova Ferrara

Ferrara

Cinema, spettatori in calo e non per il distanziamento

Gian Pietro Zerbini
Cinema, spettatori in calo e non per il distanziamento

In alcuni weekend si registra anche un -80% rispetto a inizio autunno 2019 Momento delicato e anche i film più attesi come 007 vengono rinviati 

2 MINUTI DI LETTURA







Le sale cinematografiche hanno tutte riaperto la loro attività, anche se al momento il bilancio non è dei migliori. Si registra un forte calo di pubblico, è questo era ampiamente preventivato, ma ci sono alcune punte che parlano anche di -80% rispetto all’inizio autunno 2019.

Nonostante siano in funzione tutte le procedure di sicurezza a cominciare proprio dal distanziamento tra il pubblico, il flusso degli spettatori è in calo anche per una mancanza di titoli di grande richiamo. Anzi, proprio i grandi film di richiamo che dovevano in qualche modo cambiare il corso della stagione in positivo, non sono più in programmazione. Caso emblematico è l’ultimo film di 007, che doveva uscire il 12 novembre, ma ancora una volta, vista l’incertezza dell’evolversi della situazione sanitaria, è stato riprogrammato per il prossimo mese di aprile. In questo scenario arrivano anche proposte per superare lo stato di crisi. Come suggerisce Gabriele Caveduri, ex gestore di sale a Ferrara.



«Per poter sopravvivere nel futuro - dice - la sala cinematografica necessita di una trasformazione epocale, una metamorfosi, una mutazione: per la sala deve avvenire ciò che è avvenuto per la diffusione della musica nel secolo scorso (balere, discoteche, locali di spettacolo): per la proiezione in pubblico di un film va in prima istanza stabilito un riconoscimento economico ai detentori dei diritti di quel film (da un minimo ad una percentuale sugli incassi); va poi individuato e creato un collettore istituzionale (nazionale o internazionale) incaricato del controllo, della raccolta e ridistribuzione degli introiti provenienti dal mercato così modificato. Dopo di che la sala, la sala del futuro dovrà, anche lei, poter proiettare-ritrasmettere con qualsiasi mezzo e su qualsiasi formato tutto ciò che si trova sul mercato globale: film distribuito, ritrasmesso da pay tv, trovato su mercato straniero, dvd da cesto Mediaworld. Insomma un vero accesso al prodotto, un accesso che, proprio per garantirne la sopravvivenza in questa epoca di diffusione di massa dei film, dovrà essere totale e illimitato».

«In questo nuovo contesto - continua ancora nell’analisi Caveduri - il rapporto fra le sale dei grandi circuiti e le maggiori case di produzione-distribuzione non vorrebbe modificato più di tanto. n mercato così concepito, “nuovo” e non più ingessato finirebbe per favorire la formazione e la nascita (spontanea) di nuovi “creativi” imprenditori, la proliferazione di nuove sale di spettacolo medio piccole, la creazione di posti di lavoro e come conseguenza un maggiore ritorno economico per autori e produttori di film». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google