Palestre scolastiche chiuse all’attività Il Comune s’incarica della sanificazione
Le società sportive estromesse di fatto dai dirigenti Il vicesindaco: «Chiesta una garanzia in più per gli studenti»
CENTO
Sport e covid continuano a darsi battaglia. Anche sferrando qualche colpo basso, che di decoubertiano non ha proprio nulla. In mezzo ci finiscono dirigenti dei club di tutte le discipline praticate al chiuso e i loro tesserati, i dirigenti scolastici e il Comune. Il problema è rendere agibili in sicurezza le palestre delle scuole centesi, a fronte della zelante richiesta dei “presidi” di una sanificazione professionale degli ambienti, che ha evidentemente costi insopportabili per i bilanci delle associazioni sportive.
LA LETTERA
A sollevare il problema è stato il papà di uno dei tantissimi ragazzi penalizzati dalla mancanza di strutture agibili. Missiva indirizzata al Comune di Cento, ai dirigenti scolastici e poi alla nostra redazione. Scritto pacato, volto a segnalare «la situazione di forte disagio che si sta venendo a creare con la chiusura delle palestre scolastiche del Comune di Cento».
Una famiglia “di confine”, visto che risiede a Pieve di Cento, e può cogliere le differenze fra la provincia di Ferrara e quella di Bologna. E un figlio appassionato di basket che non riesce a praticare: «Spiace molto vedere mortificata per lui, come per molti altri, questa passione».
La situazione è di per sé ingarbugliata, le società sono reduci da una stagione interrotta a metà del suo naturale cammino e riprendere l’attività, magari con sponsorizzazioni ridotte o azzerate, in una situazione d’incertezza sotto il profilo sanitario generale, è complicato. Ogni ostacolo aggiuntivo potrebbe risultare fatale, a fronte di un già drastico calo dei tesserati: «Considerato inoltre che con le attuali difficoltà aggiuntive stiamo rischiando di fare chiudere diverse Società sportive - prosegue, infatti, la lettera - , mi preme sottolineare come in questo modo la tenuta sociale dei nostri territori, per abusare del termine, sia messa a dura prova. Siamo tutti molto frastornati da questa situazione contingente, però non si capisce la ratio di queste chiusure, considerato che le Province limitrofe non hanno proceduto con una serrata cosi impattante».
Infine, l’appello, «chiedendo un intervento sollecito di questa Amministrazione affinché sia garantito un minimo di accesso anche alle palestre “non scolastiche” (poche per la verità) a tutte le società sportive».
IL VICESINDACO
Risposte alle e-mail non ne sono arrivate, eppure sulla loro efficacia non c’è da dubitare. Il vicesindaco Simone Maccaferri ha preso in mano la situazione e promette soluzioni a breve: «L’accordo sul contenuto del protocollo d’intesa fra Comune e scuole per rendere le palestre fruibili c’è. In questi giorni faremo dei sopralluoghi con il personale dell’ufficio tecnico, quindi delibereremo che sarà il Comune a occuparsi della sanificazione, per rendere gli ambienti un po’ più sicuri, anche se l’intervento di una ditta esterna specializzata non è obbligatorio per legge e sappiamo che sarebbe un costo insostenibile per le società sportive».
Dunque, dirigenti scolastici più realisti del re, ma l’atteggiamento prudenziale è stato accolto da palazzo municipale , con la giunta pronta a farsi carico della spesa: «Andiamo incontro a un’annata molto complessa - ammette Maccaferri - e abbiamo ritenuto di fare la nostra parte. A quando l’apertura delle palestre? Verosimilmente la prossima settimana».
Allora, attendiamo buone nuove a stretto giro. —
S.A.
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