Sanità, troppi ritardi I pensionati Cia: più visite ed esami
Giornate intere per collegarsi al Cup per le prestazioni mediche, quattro mesi di attesa per le analisi del sangue, per non parlare delle agende chiuse per visite essenziali come quelle penumologiche e cardiologiche. L’Associazione Nazionale Pensionati, di Ferrara, espressione della Confederazione Italiana Agricoltori, ha analizzato lo “stato di salute” della sanità locale nella fase post-lockdown. «Siamo molto preoccupati – spiegano i rappresentanti dell’Anp-Cia – nel vedere come la nostra Asl sta gestendo questo ritorno alla normalità che nel nostro territorio normalità non è. Sappiamo che la nostra Regione ha reagito, in generale, in maniera eccellente a una situazione difficile e imprevedibile e che ci sono alcune aziende sanitarie che sono state elogiate anche dalla nostra associazione per l’ottimo lavoro che stanno svolgendo. Ma a Ferrara no, la sanità non sta bene».
Dopo il blocco dell’attività ambulatoriale e ospedaliera nei mesi del lockdown, prosegue l’associazione, alla riapertura i dati comunicati dall’Asl e dall’azienda ospedaliera erano i seguenti: circa 700 interventi chirurgici e 84 mila prestazioni ambulatoriali in arretrato. A questi numeri - precisa ancora l’Anp-Cia - vanno sommati i 300 posti letto mancanti, annunciati dall’ex direttore generale Tiziano Carradori.
«La riprogrammazione delle prenotazioni sta provocando ritardi tali da mettere a rischio la salute delle persone. Per le analisi del sangue – ribadisce l’Anp – servono dai 3 ai 4 mesi, un anno per le visite oculistiche e non è tuttora possibile prenotare una spirometria o una visita pneumologica, essenziali per capire lo stato di salute dei polmoni, visto che il Covid provoca gravi polmoniti». Ritardi e difficoltà anche per gli interventi chirurgici, «considerando che già prima dell’emergenza le liste di attesa erano lunghissime. Comprendiamo le oggettive difficoltà dettate dalle norme di sicurezza e la carenza di personale, ma se non si provvederà in tempi rapidi a potenziare l’attività ambulatoriale e chirurgica, si rischia il collasso - commenta l’associazione - A farne le spese sono i meno abbienti molti dei quali, con i loro 500 euro scarsi di pensione media, appartengono proprio alla categoria dei pensionati agricoli». E rivolgersi alla sanità privata per accorciare i tempi è comunque una scelta costosa. Alle due aziende Anp-Cia chiede di potenziare l’attività ambulatoriale. —
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