Barista mette in fuga i ladri che assaltano il suo locale
L’altra notte spaccata a “La Valle”, i malviventi sono scappati su una grossa auto Il titolare: «Mi sono precipitato in pigiama, uno mi ha sfiorato scappando»
ANITA
Tentano di rubare il cambiamonete del bar di Anita, ma vengono messi in fuga dal proprietario. È successo l’altra notte al bar “La Valle” (ex casa del popolo) gestito dalla famiglia Battaglia. I delinquenti, dopo aver spostato una grossa fioriera, utilizzando una grossa auto come ariete, hanno sfondato la porta principale. Una volta all’interno, hanno fatto appena in tempo ad avvicinarsi alla stanzetta dove sono posizionati due videogiochi e il cambiamonete, che sono dovuti scappare, per il tempestivo intervento del titolare, destato dal fragore provocato dall’urto della macchina contro la porta. Lo stesso ha subito chiamato i carabinieri, giunti dalla compagnia di Portomaggiore.
I RACCONTI
Ieri mattina Mauro Battaglia e la figlia Giulia, gestori del noto e frequentato locale in centro ad Anita, erano ancora indaffarati a rimettere in ordine il bar, con anche l’intervento del titolare della vetreria Mingozzi di Argenta per rimontare la porta mandata in frantumi.
«Se anche avessero portato via il cambiamonete – attacca Giulia, visibilmente contrariata per quanto capitato – non avrebbero trovato un fico secco, perché noi lo svuotiamo tutte le sere».
Mauro Battaglia, è uomo senza peli sulla lingua e al quale, con l’acquisto dell’ex casa del popolo, viene riconosciuto di aver dato vitalità alla piccola frazione argentana: «Erano le 3.15 circa – inizia a raccontare con dovizia di particolari – e un botto tremendo mi ha buttato giù da letto: sa, noi tutti dormiamo in appartamenti qui dietro al bar. Pensavo che fossero le 6 e che a mia figlia, andando ad aprire, fosse caduto un tavolino. Sono entrato nel bar in pigiama e ho appena fatto in tempo a vedere tutta la confusione, con la porta buttata giù, e una macchina scura davanti, che un individuo alto un metro e 90, con la berretta tirata giù, mi è passato di fianco sfiorandomi il braccio. Gli ho urlato: “Oh che diavolo fai? Proveniva dalle macchinette e agile come una gazzella è salito in auto e via sgommando».
LA PAURA
Battaglia, solo dopo qualche istante ha capito la situazione e a quel punto si è messo sulla difensiva: «La macchina, molto grossa, una sei cilindri sicuramente – riprende – si è fermata più avanti e sgasava ripetutamente con l’acceleratore. Allora ho pensato che stesse aspettando il compagno, che magari poteva essere ancora dentro nascosto. È qui che ho pensato al mio nipotino, a mia figlia e il genero che dormivano e allora … siccome non ho paura, per un po’ mi son messo sul chi va là rimanendo dentro il bar. Poi, ho sentito l’auto che partiva verso la valle e ho chiamato i carabinieri».
Ieri mattina, anche i colleghi della stazione di Longastrino hanno effettuato un secondo accertamento e poco più tardi hanno registrato la denuncia presentata dallo stesso Mauro Battaglia. —
GIORGIO CARNAROLI
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