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Bonifica, dal Sud l’opera vincitrice del concorso

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Dante sosteneva che la sfera dell’acqua poteva, anzi doveva essere in qualche sua parte più alta della terra abitabile nella nota “De Aqua et Terra” ed è proprio da questa visione che prende il nome il concorso nazionale di scultura indetto dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, arrivato alla terza edizione, premiando tre giovani e brillanti studenti.

Un concorso che vede anche la forte collaborazione del Dosso Dossi di Ferrara in una vera interconnessione culturale tra le due realtà.

in cosa consiste

In un’ottica di apertura del Consorzio in ogni aspetto, ponendo molta attenzione alla cultura, si stanno installando opere scultoree realizzando un percorso all’aperto pensato in 10 piazzole nell’ottocentesco impianto idrovoro di Marozzo divenuto Ecomuseo della Bonifica.

L’obiettivo, mediante il linguaggio della scultura, è accompagnare il visitatore in un viaggio emozionale attraverso il paesaggio e la sua storia idraulica che nel tempo ha plasmato il territorio. Premiati Francesco Maiuolo, Marta Marino e Francesco Barbieri, tre giovani di Vibo Valentia e studenti all’Accademia di Belle Arti “Fidia” della città. Ad aver colpito la giuria è stata la molteplicità di interpretazione e lettura della loro scultura, secondo la sensibilità e la conoscenza dell’osservatore, legata tanto alla natura, quanto all’opera dell’uomo.

il significato

Con “Principio”, il titolo della scultura vincitrice e realizzata in pietra leccese, gli artisti hanno voluto sottolineare il principio su cui si fonda l’origine della vita, immaginando una conchiglia che, come prezioso ritrovamento archeologico fossile, riemerge dal prosciugamento delle acque per opera della bonifica, testimonianza concreta del legame indissolubile tra l’acqua e la terra. Soddisfazioni per insegnanti e vertici del Consorzio. —

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