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Chiude la sede di Rifondazione Poche quote, affitto troppo alto

KATIA ROMAGNOLI

Il segretario Rossetti: «Non possiamo permettercela, ma noi andiamo avanti» Ricordi, libri, fotografie saranno trasferiti nelle sedi del partito a Ostellato e Ferrara

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COMACCHIO

Chiude, in via Zappata, la storica sede di Rifondazione Comunista, ultimo baluardo della partito di Antonio Gramsci, da cui il circolo lagunare ha preso il nome.

Sono in corso, in questi giorni, le attività di facchinaggio con trasferimento, nella sede di Ostellato e in quella di Ferrara, di arredi e documenti, ma anche bandiere, striscioni, targhe, album fotografici. Sin dai tempi dello strappo alla Bolognina di Achille Occhetto, con lo scioglimento, nel febbraio del 1991, del Partito comunista italiano, il circolo comacchiese di Rifondazione Comunista, lasciando agli ex compagni del Pds la sede di via Muratori, aveva individuato quale nuovo quartier generale l’immobile di via Zappata 3, situato di fronte al duomo. A fine mese scadrà il contratto d’affitto, che non sarà più rinnovato, perché «solo con il tesseramento non si potevano più sostenere i costi di affitto e quelli delle utenze – dichiara, rammaricato, Andrea Rossetti, segretario locale del partito di Rifondazione comunista –; senza contributi di amministratori locali o nazionali che in passato devolvevano parte delle loro indennità di carica per rifondere queste spese, non riusciamo più a fronteggiare le spese per la sede».

Il circolo del Prc lagunare vanta una tradizione forte e radicata nel tessuto sociale della comunità, rappresentata nelle amministrazioni che si sono susseguite dal dopo-guerra in poi con diversi amministratori, che hanno ricoperto, sino al 2010, cariche importanti di primo cittadino, di assessore, ma anche di assessore provinciale, solo per citare la figura di Tonino Zanni.

la storia

Proprio a Comacchio, sino al 2012, è andata avanti una lunga tradizione di feste di partito che, per la qualità degli ospiti, a pari merito con quella della cucina di valle, richiamava iscritti, simpatizzanti e turisti anche dalle località più lontane.

La chiusura del circolo, tuttavia, non comporta la chiusura delle attività e su questo aspetto Andrea Rossetti è perentorio. «Chiude la sede, ma non il partito – tiene a precisare il segretario –; in centro storico i costi di affitto sono onerosi. Porteremo avanti le nostre attività ed i nostri incontri politici, chiedendo di essere ospitati in una sala di una associazione. Valuteremo. Intanto deve andare avanti il dialogo con tutta la sinistra».

il presente

«Le recenti elezioni amministrative – prosegue Rossetti – hanno tracciato un nuovo percorso. Dobbiamo sin da ora lavorare per prepararci alle prossime elezioni. Purtroppo ci sono sempre meno giovani disposti a rimboccarsi le maniche, impegnandosi a fare politica, mettendo il proprio tempo libero al servizio della comunità, per il bene comune. I giovani tendono a sottrarsi all’impegno politico».Dalla sede del Prc di via Zappata saranno trasferiti, fra gli altri, lo storico striscione rosso, che ha sfilato nelle più importanti manifestazioni nazionali a Roma, ma che è sempre stato in prima linea anche nelle battaglie locali, in primis quelle per la difesa dell’ospedale San Camillo. —

KATIA ROMAGNOLI

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