Fece causa per mobbing Il Comune deve risarcire
BONDENO
La vicenda è complessa e ha avuto inizio nel 2013, quando una dipendente del Comune di Bondeno per “problematiche di salute” si era trovata a dover svolgere una diversa mansione, non più quella di gestione dei beni demaniali e patrimoniali dell’ente. La dipendente era stata trasferita prima in biblioteca, poi all’asilo nido, ma con una crescente difficoltà e uno stato di ansia che ha aggravato il quadro clinico della donna. A tutto questo, come si legge negli atti, si aggiungeva la condotta vessatoria di un dirigente del Comune, «non sanzionate dall’amministrazione comunale».
Nel febbraio del 2015 la dipendente - ancora in organico all’ente matildeo - ha così presentato denuncia al Tribunale, dichiarandosi «illegittimamente fatta oggetto di mobbing» e chiedendo al Comune un risarcimento di 48.461 euro. Ovviamente, l’amministrazione si è costituita parte civile, presentando ricorso a tale richiesta. Una prima sentenza davanti al giudice del lavoro è arrivata nel 2017, con la condanna al Comune del pagamento di 6mila euro a titolo di risarcimento.
La causa è poi proseguita davanti alla Corte d’Appello di Bologna, che ha adesso rigettato in toto l’appello proposto dal Comune di Bondeno, ancora una volta condannato al pagamento, comprese le spese di giudizio (2.500 euro). Sentenza che mette la parola fine a questa vicenda. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google