«Libri adeguati ai nostri elettori» Bagarre sull’idea di Mosso (Lega)
Acquisto di volumi nelle biblioteche comunali II centrosinistra tuona, l’assessore si dissocia
il caso
I libri da comprare per le biblioteche comunali andrebbero «valutati per vedere se sono adeguati ai nostri cittadini e alle aspettative dei nostri elettori, di chi ci ha votato e ci chiede di rappresentarli». Questa richiesta di Alcide Mosso (Lega) l’altro pomeriggio in commissione consiliare ha scatenato una bagarre politica, con i consiglieri di centrosinistra ad accusare il collega leghista di voler attivare «un controllo politico sui libri», i compagni di partito di Mosso a tentare di difenderlo e l’assessore Marco Gulinelli, invece, che sul momento ha valorizzato i criteri di scelta dei suoi dirigenti e ieri ha aggiunto di essere «in completo disaccordo» con il leghista. Gulinelli ha però aperto a rispondere agli «eventuali dubbi delle famiglie per letture fuorvianti rivolte ai più piccoli, mi faccio garante di queste scelte».
la discussione
La bagarre si è scatenata a margine della delibera sull’acquisto, per 50mila euro di fondi statali («il doppio dell’anno scorso» ha detto il dirigente Angelo Andreotti), di volumi per le biblioteche cittadine, «è una giornata di festa, il libro è importante come l’aria» aveva esultato l’assessore. L’atmosfera è diventata tesa con gli interventi di Mosso, il quale prima ha chiesto la lista dei libri da acquistare «per valutare la tipologia, l’altro giorno ho preso in prestito dalla biblioteca Niccolini un libro per bambini che non so, vorrei farvelo vedere»; poi ha parlato esplicitamente di adeguatezza “politica” dei libri da acquistare.
Il primo ad insorgere è stato Dario Maresca (Gam), «parole gravissime, la disponibilità di libri di ogni orientamento di pensiero nelle biblioteche pubbliche è la base della democrazia». Sulla stessa falsariga Francesco Colaiacovo e la presidente di commissione Caterina Ferri (Pd), Roberta Fusari (Ac) ha inserito la proposta tra le «ripetute provocazioni della destra, quella di oggi è tra le più gravi». Tra i più duri anche Paola Peruffo (Forza Italia), «mi sembra che dobbiamo ritornare con i piedi per terra». Tra i leghisti Francesca Savini l’ha messa giù così, «difendo il nostro ruolo di consiglieri, Mosso ha chiesto di sapere come vengono impegnati dei soldi pubblici, non attribuiamogli altri significati».
Di valutazioni politiche, però, Gulinelli non vuole sentir parlare, «nelle biblioteche pubbliche bisogna trovare gli stessi libri che nelle private, più alternative ci sono meglio è. Ribadisco di essere pronto a qualunque confronto sull’appropriatezza dei libri per bimbi». E lo stesso Mosso, ieri, ha precisato che la richiesta «era volta esclusivamente a comprendere meglio come vengono impegnati i soldi pubblici».
il “giallo”
Alla fine è spuntato anche un “giallo”, perché Peruffo ha parlato di un tentativo, poi abortito, da parte di consiglieri della maggioranza, per chiedere al Provveditorato una lista dei libri di testo delle scuole. «Non ne so nulla» ha detto ieri Savini. —
s.c.
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