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pari opportunità 

Violenza sulle donne Meno richieste d’aiuto durante il lockdown

Giovanna Corrieri

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Nei mesi di lockdown sono calate le donne vittime di violenza che si sono rivolte al Centro Donna Giustizia e, apparentemente, anche le discriminazioni legate all’orientamento sessuale; si sono registrate anche situazioni di neo analfabetismo fra gli alunni stranieri, mentre è in costante aumento il numero di bambini che necessitano di assistenza educativa.

È quanto emerso ieri in commissione pari opportunità: dalla relazione semestrale del Centro Donna Giustizia di Ferrara si evince che la «violenza sulle donne è peggiorata», diceva Monica Borghi (Uscire dalla violenza). Erano 182 le donne accolte nel 2019, di cui 110 nuove, e nel 2020 il numero è calato a 159, di cui 94 nuove. Da gennaio a giugno di quest’anno si è inoltre registrato un calo di richieste di accoglienze in emergenza, specie di donne con figli, e sono invece aumentati i giorni di permanenza nelle case rifugio. Dove porre l’attenzione ora? Sui bambini che più spesso hanno assistito a violenze, e al miglioramento dei percorsi di autonomia delle donne. Per quanto riguarda le discriminazioni nei confronti delle persone Lgbt i numeri sono «quelli raccolti dalla stampa», visto che «non c’è in Italia un riferimento legislativo che consenta di avere dati, per esempio, dalla questura», sottolineava Manuela Macario (Arcigay). Di conseguenza questi dati «sono sempre sottostimati, e poi c’è molta difficoltà nel denunciare perché manca un quadro normativo e perché si tratta di argomenti stigmatizzanti»: a Ferrara nell’ultimo anno sono stati registrati 9 casi di discriminazioni. L’ufficio Integrazione disabili, che si occupa di percorsi di assistenza educativa, quest’anno segue 380 bambini, diceva Alessandro Venturi: «nel ’98 erano 85 e nel 2010 erano 163. Sono in aumento, ma cambiano le diagnosi. Al momento crescono quelle di autismo». Dall’ufficio alunni stranieri si apprende poi della situazione «di neo analfabetismo riscontrata – diceva Laura Lepore – durante le scuole estive di italiano che peraltro, causa covid, hanno potuto accogliere la metà dei 120 alunni soliti». —

Giovanna Corrieri

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