Gli amici sono sconvolti «Intelligente e ambiziosa»
La ragazza viveva a Jolanda di Savoia assieme alla famiglia Dopo il liceo si era iscritta ad una scuola professionale a Ferrara
vita spezzata
Elena Carlini aveva compiuto 21 anni il 12 settembre. Intelligente, brava, «con l’argento vivo addosso». Abitava a Jolanda di Savoia ma era quasi sempre a Ferrara e aveva un sogno: diventare truccatrice e proprio per questo si era iscritta ad un corso di formazione in città. Ha frequentato il liceo Ariosto e intanto, soprattutto durante l’estate, lavorato nella gelateria del paese e questa estate anche in campagna. Adesso aveva ripreso i corsi e andava spesso a Ferrara, trovando ospitalità tante volte da un’amica.
il passato
La ragazza, giovanissima, aveva già incontrato il dolore quando era una bambina, perdendo il padre in maniera tragica e trovando poi calore nella nuova famiglia, che col tempo la mamma era riuscita a farsi.
Viveva con lei e con il suo nuovo compagno e un fratello più piccolo che frequenta le scuole medie. Qualche anno fa anche il patrigno ha perso suo figlio in un incidente e ieri quell’incubo è tornato a galla, ancora più forte...
Le difficoltà della vita avevano portato Elena a crescere in fretta, con la testa ben piantata sulle spalle e tanti sogni nel cassetto. Tra questi quello di diventare truccatrice, una passione nata ai tempi del liceo con le amiche che facevano la fila al sabato sera chiedendo il suo tocco magico prima di uscire. Gli studi, le feste, la voglia di divertirsi e nello stesso tempo la massima serietà nel portare avanti i suoi obiettivi. Ha lavorato nella gelateria di Jolanda e poi la scorsa estate, anche a causa dell’emergenza Covid che ha visto la chiusura di diversi locali, si è rimboccata le maniche ed è andata in campagna perché dopo la scuola a Ferrara aveva intenzione di provare a lavorare in una grande metropoli, magari a Milano per il cinema o nel mondo della moda.
tutto si è fermato
E invece la sua vita si è spenta ieri mattina, qualche ora prima dell’alba, con l’auto finita in un canale in una strada di campagna. «La mamma era qui con me alle 8.30 – racconta un signore seduto ai tavolini del bar davanti alle scuole –. C’era una sua amica con lei, prendevano un caffè come faceva sempre dopo aver accompagnato il ragazzino. Era tranquilla, non sapeva ancora niente. Forse non l’hanno trovata subito... non riesco a capire».
Le forze dell’ordine intervenute sul posto fino alle 10 di ieri mattina non erano riuscite a trovare il telefonino della ragazza. È parso subito molto strano che alla sua età non lo avesse con lei: magari è nel fango, magari è volato fuori ma non è stato semplice rintracciare i familiari. «La conoscevo bene, era una mia amica – va avanti i titolare del bar Jolly –. Siamo sconvolti, non riusciamo a crederci. Veniva spesso con la mamma, facevano colazione e chiacchiere con gli amici».
la sua vita
Elena Carlini aveva un fidanzato ma gli amici in paese non ne sanno molto di più o comunque non hanno voglia di parlarne. «Era un vulcano – raccontano –. Conosciamo molto bene la sua mamma perché abbiamo la stessa età. Ne ha passate tante quella donna, troppe e come lei anche il suo compagno. Questa volta non so come farà a riprendersi».
Fra le tante parole, sono rimaste impresse quelle dell’ispettore di Polizia locale che ha portato avanti i rilievi: «Non so dove troveremo la forza anche questa volta per dare la notizia ai genitori. E non lo so perché nella nostra lingua, la quale è così ricca e piena di parole non esiste un termine per un genitore che resta senza un figlio. C’è il vedovo, c’è l’orfano ma non c’è altro e questo perché non si può nemmeno immaginare di dover sopravvivere ad un simile strazio...».
Elena era anche bellissima, una bellezza ancora acerba: «Le brillavano sempre gli occhi, era intelligente a ambiziosa. Ci mancherà come l’aria – raccontano due amiche in lacrime –. Trovava sempre una soluzione, aveva una marcia in più. Era riuscita a trasformare il suo dolore in forza e non so se noi riusciremo a fare altrettanto, ad essere alla sua altezza».
i sogni
Una farfalla colorata sul braccio, i capelli color cioccolata e la voglia di arrivare lontano tipica dei vent’anni. «Ha voluto fare le scuole a Ferrara, impegnandosi molto e alzandosi ogni mattina molto presto – vanno avanti le sue amiche –. Anche d’estate mica si fermava mai, voleva essere indipendente economicamente per poter poi scegliere che strada prendere. Anche adesso aveva trovato una salone di estetica dove fare lo stage, parlava di Tresigallo ma cercava anche su Ferrara».
Elena Carlini ha perso il papà in maniera tragica quando era ancora molto piccola. Ha vissuto con la mamma a Jolanda e le due hanno sempre avuto un rapporto molto stretto. «Quando la vedevo in gelateria mi si apriva il cuore – racconta un amico di famiglia tra le lacrime –. Era bella, sorridente. Quando si è dovuta fermare con gli studi e anche con l’attività a causa del Covid ha subito trovato un’alternativa e si è rimboccata le maniche. Questo non perché i suoi non potessero darle quello che voleva, anzi. Era proprio lei fatta così: non riusciva a stare ferma, voleva farcela da sola».
La sua morte è stato un pugno nello stomaco per parenti, amici e conoscenti. Resta un vuoto incolmabile tante domande legate ai tempi ed alla dinamica di quell’incidente. Ma per adesso non si può fare altro che aspettare riposte che molto probabilmente quando arriveranno non avranno comunque più importanza perché Elena non potrà più tornare. —
an.bo.
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