La Nuova Ferrara

Ferrara

il caso mosso 

Libri da “valutare” Il Pd attacca Lega e assessore

2 MINUTI DI LETTURA





Il Pd muove il “caso libri” ai livelli istituzionali più alti. Dopo la levata di scudi dei commissari all’uscita di Alcide Mosso (Lega) che aveva chiesto una valutazione sui libri da acquistare per le biblioteche in modo che siano «adeguati ai nostri cittadini e alle aspettative dei nostri elettori, di chi ci ha votato», si muovono l’assessore regionale Paolo Calvano e la senatrice Paola Boldrini, quest’ultima promotrice di una legge sulla promozione della lettura.

l’affondo

«Il caso mi lascia completamente allibita - dice la parlamentare - La richiesta del consigliere Mosso di “controllare” i titoli dei testi che coi 50mila euro messi a disposizione dal governo (il doppio rispetto allo scorso anno, motivo per cui invece che criticare si sarebbe dovuto esultare), saranno acquistati dal Comune per arricchire il patrimonio delle biblioteche pubbliche, significa peccare di presunzione, arroganza, addirittura delirio di onnipotenza». Boldrini si pone «una domanda su tutte: quale sarebbe la metrica di giudizio per valutare i libri? Il titolo, la sinossi, il contenuto, le recensioni ottenute?». La senatrice prende poi di mira l’assessore alla Cultura, Marco Gulinelli, «che per stare al centro e spegnere il “fuoco” si è proposto come garante dei titoli destinati ai minori: l’assessore ha forse una formazione specifica in materia per arrogarsi questo diritto? Speriamo sia stato tutto una boutade».

«Occhi aperti perché è davvero un attimo svegliarsi meno liberi» è l’incipit di Calvano. «Non credo servano molti commenti a quanto successo - continua - però forse vale la pena non essere disattenti, perché è un attimo che arrivi qualcuno a dirci quali libri dobbiamo tenere sul comodino».

la difesa

Mosso ha parzialmente fatto marcia indietro solo parziale: «Si tratta di una richiesta legittima che potrebbe provenire da parte di qualsiasi consigliere e qualsiasi cittadino, volta esclusivamente a comprendere meglio come vengono impegnati i soldi pubblici. Ritengo che sia diritto di ogni cittadino conoscere tali dati in nome di una reale partecipazione attiva alla vita della città. Tutto il resto sono illazioni di chi vuole a tutti i costi strumentalizzare le mie parole». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google