La Nuova Ferrara

Ferrara

san carlo 

Radiografia del sottosuolo dove il sisma colpì duro I geofisici ancora al lavoro

F.T.

2 MINUTI DI LETTURA





san carlo

Proseguiranno anche la prossima settimana le indagini geofisiche in corso tra San Carlo e Mirabello. Zone dove il sisma del 2012 colpì durissimo, scelte dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale per una ricerca importante. L’obiettivo fondamentale è migliorare la conoscenza del sottosuolo; ma c’è anche quello più di prospettiva, ossia la possibilità di orientare dove e come costruire gli edifici in sicurezza.

La squadra di ricercatori è al lavoro tra le vie Luneda e Chiesa. Utilizzano uno speciale camion sotto cui una piastra produce delle vibrazioni, capaci di generare onde che si riflettono su rocce e sedimenti. Queste onde vengono captate da alcuni sensori e i dati elaborati permettono di ricostruire nel dettaglio il sottosuolo, fino a due chilometri di profondità. Una sorta di radiografia, ottenuta con un metodo fin qui utilizzato per la ricerca di idrocarburi. Lorenzo Petronio, ricercatore Inogs e responsabile dello studio, sottolinea «l’obiettivo di portare un nuovo contributo alla conoscenza del sottosuolo, in termini di geometrie e velocità dei sedimenti che costituiscono informazioni importanti negli studi di microzonazione sismica. Dall’altro, l’aspetto tecnologico, con la possibilità di utilizzare della strumentazione di acquisizione sismica di nuova generazione, tipicamente utilizzata in ambito industriale». Lo studio ha il patrocinio del Comune di Terre del Reno: «Il nostro obiettivo – dice il sindaco Roberto Lodi – sarà fare, quando le normative anti-Covid ce lo consentiranno, un incontro pubblico per informare i cittadini sui risultati». —

F.T.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google