Dagli autisti esposti ai pericoli prime segnalazioni e riscontri
Racconta M. , ex autista della azienda Cagnoni di Copparo, di cui uno dei titolari, Sergio Cagnoni, è agli arresti domiciliari: «Se il giorno della prenotazione della revisione combaciava con il servizio di Franchi, il titolare ci diceva di andare a farla. Altrimenti no e si prendeva altro appuntamento. Una volta avuta certezza ci fosse lui, si andava in Motorizzazione e la revisione veniva passata con controlli piuttosto blandi». Il racconto prosegue, vengono i brividi a pensare al rischio di aver potuto incontrare questi camion: «I camion non erano assolutamente idonei a passare la revisione, vuoi per i freni, vuoi per le gomme, cosa che mi ha messo in difficoltà durante la guida». E le tangenti? «Quando arrivavo alla pista (in Motorizzazione, ndr) come detto dal mio titolare, davo il foglio prenotazione a Franchi e all’interno c’erano dei soldi che qualcuno aveva messo: avevo precise disposizioni da Sergio Cagnoni per come effettuare revisione e appena arrivato consegnare il foglio giallo a Franchi».
L’indagine, ricordiamo, ha fatto il classico salto quando ex autisti, come quello trascritto negli atti, hanno raccontato delle tangenti in Motorizzazione. L’indagine era nata, comunque, da riscontri di altre Polizie, (in due casi in Romagna) che avevano fermato camion che la settimana precedente aveva passato la revisione a Ferrara, ma che assolutamente non dovevano stare su strada. Da qui le prime segnalazioni a Finanza e Polstrada, diversi anonimi e l’inchiesta è partita. Anche G. ex dipendente società commercio frutta di Ferrara (solo indagata) riferisce agli inquirenti: «consuetudine – sintetizza il giudice – sui mezzi della società ottenere revisioni sulla carta di veicoli carenti nel sistema frenate e con gomme usurate o addirittura con la tela in evidenza». –
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