Idea per la vecchia stazione «Un’area per feste e incontri»
Un imprenditore è deciso a riportare in vita una parte dell’ex scalo ferroviario Fra le ipotesi c’è quella di creare un angolo per eventi e anche un piccolo museo
CODIGORO
Alle porte di Codigoro, lungo la strada provinciale 68, di fronte all’immenso parco del Consorzio di Bonifica Pianura, si staglia la figura imponente e spettrale della vecchia stazione ferroviaria, oggi quasi completamente avvolta da rovi e piante rampicanti.
il parziale recupero
Dopo il recupero di una parte dell’area verde antistante il rudere, trasformata la scorsa estate in un parcheggio da Marcello Vassalli, gestore del bar Old River, le idee non mancano per far tornare a nuova vita anche la vecchia stazione, inaugurata nel 1906.
«Grazie a una convenzione con il Consorzio di Bonifica – spiega Marcello Vassalli –, che per la cifra simbolica di 50 euro all’anno mi ha concesso una parte dell’area verde attorno alla vecchia stazione, per tenerla pulita, sono riuscito a ricavare un’area di parcheggio al servizio del bar, ma sono anche riuscito a fare una radicale disinfestazione da ratti e bisce d’acqua. È un peccato vedere quel vecchio rudere in quelle condizioni. Bisognerebbe – dice ancora Vassalli – recuperarlo e riqualificarlo. Potrebbe diventare un piccolo museo».
L’intento di Vassalli che, durante il lockdown aveva rilevato il bar Old River dalla precedente gestione cinese, sarebbe quello di creare un punto di riferimento, di attrattiva e di aggregazione a due passi dal centro di Codigoro. «Mi piacerebbe – spiega ancora – poter allestire un palco qui di fianco alla vecchia stazione per organizzare eventi, come ad esempio una festa della birra. La vecchia stazione è in stato di degrado e di abbandono dalla fine degli anni Sessanta ma potrebbe tornare a nuova vita».
A ricordare la storia dell’immobile, divenuto uno dei luoghi dell’abbandono, è Giuseppe Duati, titolare dei muri del bar Old River, gestito appunto da Vassalli. «Dal 1906, sino agli anni Trenta – ci racconta Duati –, la stazione è stata un importante punto di arrivo e di partenza di funzionari e operai dell’ex Eridania, del Consorzio di Bonifica e di una Casa Protetta. Poi la sede della stazione è diventata quella attuale in via Papa Giovanni XXIII, ma mio nonno che aveva acquistato i muri della locanda di fronte, che ora è il bar, era riuscito a rilevare il secondo piano, che poi affittò sino agli anni Sessanta».
gli anni dell’oblio
Poi l’oblio. Anche per Giuseppe Duati l’ex stazione ferroviaria potrebbe diventare «un museo del ricordo», da affiancare alla vicina oasi naturalistica Garzaia e al nuovo percorso bassaniano, caratterizzato dai murales dell’artista olandese Jos Peeters, finalizzato a evocare i luoghi descritti da Bassani nel romanzo L’airone. Il recupero della vecchia stazione ferroviaria, che ha perso la sua funzione originaria nel 1931, con l’inaugurazione di quella attuale, completerebbe l’opera di pulizia avviata da Marcello Vassalli, nell’area ceduta in concessione.
Franco Dalle Vacche, presidente del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, osserva che «si sta ragionando di trasformare quell’area in un parcheggio per le auto dei dipendenti, mentre una sola parte è stata utilizzata dal privato che ce l’ha chiesta. Io sono a fine mandato e mancano i tempi tecnici – prosegue Dalle Vacche –, per fare altro. Suggerisco al privato , di predisporre una lettera da mandare al nuovo direttivo del Consorzio, che si insedierà ai primi di febbraio del prossimo anno». —
Katia Romagnoli
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