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Nel nome di Curina rivive la cooperazione Assegnato il premio

D.M.

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BERRA

Nella sala consigliare del municipio di Berra si è svolta sabato mattina la cerimonia di premiazione di Linda Palmieri, laureata in Economia all’Università di Ferrara, con il conferimento della borsa di studio dedicata alla memoria di Daniele Curina. La vincitrice ha discusso la tesi di laurea, dal titolo “Le cooperative in campo agricolo e sociale: storia e prospettive di sviluppo, il caso Copaps”, dedicato a una cooperativa agricola del Bolognese che si occupa di inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Dopo i saluti del sindaco di Riva del Po, Andrea Zamboni, la figura di Daniele Curina, prematuramente scomparso nel febbraio 2012, è stata ricordata da Diego Cavallina, a nome degli amici che hanno voluto promuovere l’iniziativa. Sono stati richiamati brevemente le caratteristiche di Curina, sia come vicesindaco di Berra sia come presidente della cooperativa Cidas e poi amministratore della cooperativa Cir food. Chiara Bertelli per Legacoop Estense e Cristiano Capisani per Cidas (che ha messo a disposizione i fondi per la borsa) hanno richiamato l’importanza che la cooperazione assegna alla formazione delle giovani generazioni, che era una delle costanti dell’azione di Daniele. L’Università di Ferrara era rappresentata dalla docente Maria Gabriella Marchetti, la quale ha illustrato le azioni che l’ateneo mette in atto per aiutare nello studio i ragazzi con minori possibilità.

«il lavoratore non è un numero»

«Il motivo per cui ho scelto questo argomento di tesi – ha spiegato Linda Palmieri – è legato alla mia esperienza personale all’interno di un ambiente cooperativo: da un anno infatti lavoro in Copaps, dove l’attività si intreccia alla comprensione umana, dove un lavoratore non è considerato meramente una matricola aziendale; ognuno può fare la differenza sapendo valorizzare le potenzialità di ciascuno di noi. Incuriosita da questo mondo, ho così deciso di trattare nella tesi di laurea la storia delle cooperative, il loro sviluppo fino ad arrivare a parlare dei progetti in essere e futuri della cooperativa nella quale lavoro. Questo riconoscimento gratifica ancor di più il mio “doppio” lavoro: universitario e di impiego quotidiano».

Infine, la moglie di Curina, Graziella Finessi, anche a nome del figlio Alessio, ha ringraziato tutti del ricordo e della partecipazione. —

D.M.

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