Seicento tir in strada senza nessuna garanzia per la sicurezza Sequestri e verifiche
In 36 province scattati nella giornata di ieri fermi dei mezzi coinvolti Bloccati dopo la confisca dei libretti di circolazione e tagliandi revisione
l’allarme
Fino a ieri mattina camion e rimorchi viaggiavano in lungo e in largo per tutta Italia, «con rischi concreti alla circolazione e alla sicurezza dei cittadini», scrive il giudice sulle revisione false dei mezzi pesanti a riguardo di arrestati e indagati. Ben 626 camion che correvano da anni sulle strade con gomme lisce e usurate, freni non funzionanti, telai e serbatoi anche crepati (dicono gli inquirenti), dispositivi di scarico inquinanti. Un pericolo pubblico concreto e quotidiano.
Delle vere e proprie “bombe” viaggianti, che autisti, “padroncini” o aziende di trasporto senza scrupoli facevano viaggiare dopo aver pagato mazzette dai 100 ai 350 euro ai funzionari della Motorizzazione di Ferrara o agli intermediari che facevano affari con loro per risparmiare sulle spese di riparazione o altro (si pensi che un treno di gomme di un camion costa fino a 10mila euro). Da ieri mattina, dopo il blitz i 358 mezzi pesanti coinvolti nell’inchiesta di Procura, Finanza e Polizia stradale sono stati fermati, bloccati, non possono circolare. È scattato infatti il sequestro dei libretti di circolazione, del tagliando falsificato della revisione – che di fatto impone lo stop – in quasi mezza Italia, in 36 province italiane, e al sequestro è stato associata la notifica di avvisi di garanzia, perché gli indagati nell’inchiesta sono 215 visto che il blitz ha avuto diramazioni in tutta Italia, da Reggio Calabria fino a Milano. Le province interessate da questi atti giudiziari notificati da Finanza e Polizia stradale dei vari compartimenti sono oltre Ferrara con 94 mezzi pesanti bloccati, anche Ascoli Piceno (1 mezzo), Benevento (1), Bologna (76), Brescia (1), Caserta (1), Cremona (4), Cosenza (1), Catania (5), Forlì Cesena (5), Foggia (2), Firenze (1), Isernia (1), Crotone (2), Messina (3), Milano (1), Mantova (7), Modena (32), Massa Carrara (1), Napoli (6), Novara (2), Piacenza (1), Padova (3), Pisa (1), Parma (2), Pavia (1), Potenza (1), Ravenna (28), Reggio Calabria (9), Reggio Emilia (3), Roma (1), Rimini (2), Rovigo (23), Salerno (1), Siena (2) e Verona (8).
Ai 358 mezzi pesanti coinvolti nell’inchiesta per cui vi è prova della falsificazione delle revisioni, si aggiungono – hanno spiegato gli inquirenti in conferenza stampa, il procuratore capo Andrea Garau, il sostituto Andrea Maggioni, il comandante Finanza Cosimo D’Elia e il comandante Polizia stradale Marco Coralli – altri 268 mezzi pesanti per i quali sono state riscontrate irregolarità. Per questi ora partiranno revisioni straordinarie che verranno demandate ai vari organi di controllo delle province interessate. Da qui il calcolo delle 626 “bombe” viaggianti in tutta Italia. «Tutto questo ci ha portati a scoprire un mondo parallelo in materia di sicurezza stradale», spiegava il comandante Coralli di Polstrada, elencando la galleria degli orrori sulle “bombe” viaggianti, sui guasti riscontrati: luci, freni, serbatoi, telai, paraurti, impianti elettrici, tachigrafi taroccati, e soprattutto norme antinquinamento del tutto aggirate, in barba - solo per fare un esempio - agli Euro4 diesel che costringono i cittadini a lasciare a casa l’auto nelle giornate antismog. «Ciò che preoccupa – chiude il procuratore Garau – è la diffusione del fenomeno che abbiamo rilevato e soprattutto ribadisco il pericolo per la sicurezza stradale dei cittadini». –
Daniele Predieri
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