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SANT’APOLLINARE 

Il ponte della Barchessa unisce i due Comuni Il progetto si fa insieme

Dalla giunta copparese via libera allo schema di convenzione con l’amministrazione jolandina Sì al progetto di fattibilità per individuare gli interventi

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copparo

La giunta ha dato il via libera allo schema di convenzione tra il Comune di Copparo e il Comune di Jolanda di Savoia per la redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica per il ripristino del ponte della Barchessa sul canale Leone, con contestuale variazione al bilancio 2020-2022, esercizio 2020. I Comuni di Copparo e di Jolanda di Savoia la sottoscriveranno dopo i passaggi consiliari. Il documento dovrà infatti essere approvato dai due consigli comunali.

lo stato dei luoghi

Il ponte stradale al confine tra i due territori, sulla strada comunale via Seminato (Copparo) / via Cà Nova (Jolanda), presenta un grave stato di dissesto strutturale e funzionale, tanto che nel marzo 2019 ne è stata disposta la chiusura al traffico veicolare, con grande disagio per i residenti e le attività che vi sono in zona.

In tale contesto, al fine di poter accedere a contributi regionali e afferenti alle Aree Interne, è necessario provvedere alla redazione di un progetto di fattibilità tecnica ed economica, che individui in maniera preliminare e di massima gli interventi necessari al ripristino della funzionalità e delle preesistenti condizioni di integrità del ponte Barchessa. La convenzione consentirà di attuare le azioni preliminari finalizzate a questo.

come funziona

Con la sottoscrizione della convenzione verrà dato mandato al Comune di Copparo di affidare l’incarico del progetto di fattibilità tecnica ed economica, la cui spesa di 10mila euro sarà finanziata per il 50% dal Comune di Jolanda di Savoia.

Si sta invece ancora attendendo la risposta del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo alla richiesta di svincolo della struttura, che, superando i 70 anni, risulta “automaticamente” vincolata. Poiché tuttavia non sussiste un riconoscimento diretto del pregio, se ne è chiesto appunto lo svincolo, per poter eseguire lavori senza l’obbligo di stringenti passaggi per il vaglio della Soprintendenza, con il vantaggio di rendere la progettazione evidentemente più snella. —

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