L’estremo sacrificio di tre sacerdoti portuensi esempio per gli studenti
PORTOMAGGIORE
Alla cerimonia d’intitolazione del parco di via Vincenzo Cuoco a Portomaggiore, c’erano anche loro, gli studenti della classe 3ª sezione A dell’indirizzo tecnico tecnologico. Hanno preso parte alla solenne cerimonia d’intitolazione del parco alla memoria di tre giovani sacerdoti, morti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro nell’aprile del 1945, quando l’Italia si stava ormai allontanando dal giogo dell’oppressione nazifascista e stava cominciando a muovere i primi passi verso la tanto attesa libertà. Un evento di particolare rilevanza, non soltanto sotto il profilo storico-culturale, quanto sotto quello umano e personale, che ha fatto conoscere alle giovani generazioni le figure straordinarie di don Santo Perin di Bando, don Primo Mantovani di Maiero e don Luciano Missiroli di Portomaggiore, indissolubilmente legati da un comune tragico destino, quello di essere morti nell’atto di recare aiuto agli altri senza un attimo di esitazione, missione che avevano abbracciato quando scelsero di diventare sacerdoti.
Gli studenti hanno seguito con partecipazione la cerimonia, insieme alla cittadinanza e alle autorità civili e religiose presenti, contribuendo a cementare il senso di appartenenza a una comunità e a un territorio che da sempre mantengono viva la propria memoria storica, attraverso il ricordo di quelli che sono stati i loro testimoni più significativi.
I docenti del Montalcini hanno preso parte a questa cerimonia con entusiasmo e coinvolgimento, per rimarcare quella coscienza civica e quel senso morale nei propri studenti, che, attraverso l’esempio dei tre sacerdoti, hanno compreso quanto sia importante spendersi per una causa in cui si crede fermamente. Anche questa è stata una lezione di educazione e senso civico che gli studenti montalciniani hanno appreso sul campo. —
G.C.
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