La Nuova Ferrara

Ferrara

Ancora un decesso, nuovo reparto Covid

Ancora un decesso, nuovo reparto Covid

Vittima un uomo di 84 anni. Crescono i ricoveri e Cona corre ai ripari. Ieri in Certosa l’addio al 79enne morto domenica

3 MINUTI DI LETTURA





I numeri dell’epidemia nel Ferrarese confermano una progressione dell’emergenza sanitaria. Ieri un’altra vittima, un ferrarese di 84 anni che era stato ricoverato a Cona il 10 settembre e deceduto martedì. Mentre continuano a crescere i ricoveri (8 i nuovi degenti) e i contagi si mantengono a livelli di 30 a giorno, su 886 tamponi effettuati.

Nuova degenza Covid a Cona

Proprio a fronte del costante arrivo di pazienti bisognosi di cure ospedaliere - che ha saturato i reparti disponibili - l’ospedale di Cona ha attivato una Medicina di coorte Covid con 12 posti, di cui 7 già occupati, mentre si registra un nuovo ricovero in Terapia Intensiva (su 8 posti) e uno in Degenza chirurgica pediatrica Covid. Al momento dunque a Cona ci sono in tutto 56 posti Covid disponibili, di cui 42 occupati, mentre a Lagosanto risultano occupati 8 posti su 10.

I casi positivi

I nuovi ricoverati vengono da Ferrara (4), gli altri da Masi Torello, Riva del Po, Codigoro e fuori provincia, mentre i 30 nuovi positivi sono in gran parte di Ferrara (20), e i restanti da Cento, Copparo e extraprovincia (2), Argenta, Poggio Renatico, Portomaggiore e Vigarano Mainarda (1). Su 30, i gli asintomatici sono 22; due sono stati individuati perché contatti di casi noti (relativi a un focolaio domestico e uno amicale), 2 sono pazienti ricoverati con sintomi Covid, 3 avvano manifestato sintomi e 2 attraverso screening su persone che prestano assistenza in ospedale. Infine 6 (di cui 1 sintomatico) sono operatori e 15 sono ospiti della Residenza Caterina di Ferrara. . Sono 79 le persone entrate in isolamento domiciliare, 1 in sorveglianza e 53 hanno concluso il periodo di osservazione.

In tutta la Regione, invece, su 15.607 tamponi sono stati individuati 339 positivi, di cui 160 asintomatici, con un’età media di 44,2 anni.

L’addio

Intanto, ieri in Certosa per il rito della cremazione (e poi l’ultimo viaggio al cimitero di San Luca, a Ferrara) è stato dato l’ultimo saluto ad Augusto Cavallari, per tutti Italo, il 79enne di Ferrara morto domenica per una malattia ai polmoni, a cui si è aggiunto il coronavirus.

Cavallari era malato da alcuni mesi, anche se aveva tenuto nascosto la diagnosi ai familiari più stretti. «Lo abbiamo saputo solo pochi giorni fa, quando si era ormai aggravato - racconta la figlia Sonia -. D’altronde era fatto così, nella vita ha sempre cercato di non far preoccupare i familiari».

La testimonianza

Cavallari, durante uno degli ultimi ricoveri al Sant’Anna per sottoporsi alle terapie contro la malattia ai polmoni, è risultato positivo al Covid. Immediatamente la figlia e i nipoti sono stati messi in isolamento: «Lo andavo spesso a trovare - racconta Sonia -, così ancora una volta siamo stati in isolamento». Non è stata la prima volta, perché anche la moglie di Cavallari, Mercedes Pollastri, si era sospettato fosse positiva. Purtroppo è morta a 77 anni per la concomitanza di gravi patologie lo scorso 7 aprile, in piena pandemia, ma non è conteggiata fra le vittime Covid perché il tampone non era risultato positivo.

Cavallari, grande appassionato di sport («li aveva praticato tutti, tranne il calcio», dice la figlia) aveva gestito per tutta la vita lavorativa il Gruppo trasportatori San Giorgio di Ferrara. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google