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Ferrara, centri specializzati e tecnologie: le idee per i 138 milioni del Mes

Alessandra Mura
Ferrara, centri specializzati e tecnologie: le idee per i 138 milioni del Mes

Il “libro dei sogni” delle aziende sanitarie con il prestito europeo che l’Italia rifiuta. A Cona la Sala ibrida e 40 letti in più, sul territorio altri padiglioni e servizi digitali

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FERRARA. C’è un tesoretto “virtuale” di 138 milioni di euro per la sanità ferrarese. Soldi che si aggiungerebbero ai finanziamenti governativi Covid per implementare Terapie Intensive, Semintensive e Pronto Soccorso e al Recovery Found atteso per la primavera 2021. Quei 138 milioni però restano ancora sulla carta, perché provenienti dal Mes (Meccanismo Europea di Stabilità), un Fondo che ha il compito di erogare prestiti a Paesi in difficoltà ma che fino a questo momento l’Italia ha deciso di non accettare. Una possibilità di finanziamento «con un tasso di interesse irrisorio», ha sottolineato il direttore generale Asl Monica Calamai, che consentirebbe però investimenti importanti per la sanità ferrarese.

I progetti Asl

Il “libro dei sogni” è già pronto, «per non trovarci impreparati nel caso il Mes venisse sbloccato». Per l’Emilia Romagna ci sarebbero 2 miliardi, di cui il 90% ceduto alle aziende sulla base della popolazione e il restante 10% alla Regione. La lista di progetti “virtuali” è ampia, per entrambe le aziende. L’Asl punterebbe su due filoni di investimento: innovazione digitale e servizi territoriali per la popolazione cronica over 65 e over 75 con un sistema integrato tra Case della Salute, Osco, Hospices e rete di cure palliative. Il primo filone punta tra l’altro su telemedicina, telehomecare, tecnologie di sala operatoria per gli ospedali di Lagosanto, Argenta e Cento, rinnovo delle apparecchiature di terapia ed esplorazione funzionale, oltre a progetti interaziendali innovativi come la teleoftalmologia, l’evoluzione del Fascicolo sanitario elettronico e l’informatizzazione di tutte le zone di attesa.

Al capitolo strutture territoriali, l’Asl ha in agenda la rigenerazione di spazi, con adeguamenti antisismici e antincendio. Per l’ospedale di Argenta si pensa a un Padiglione di alta specializzazione per il Pronto soccorso e la Radiologia, per Cento a un Padiglione di alta specializzazione per Radiologia, Sale operatorie. Terapia Intensiva e Degenza, mentre a Lagosanto si punterebbe sull’espansione della Procreazione medicalmente assistita. Tra le Case della Salute c’è il completamento della Cittadella di San Rocco; San Bartolo con il centro diurno e il recupero della chiesa e del fabbricato dei novizi destinato a centro di formazione interaziendale, oltre a migliorie a Copparo, Portomaggiore, Codigoro, Comacchio e Bondeno.

La “lista” del Sant’Anna

All’ospedale Sant’Anna, mette in chiaro il direttore generale Paola Bardasi, c’è bisogno di ulteriori spazi per attività sanitarie e di supporto, a cominciare dalla realizzazione della “Sala Ibrida”, una struttura già esistente in altre realtà regionali (Sant’Orsola, Reggio Emilia) e che consiste nel concentrare in un unico ambiente diverse attività specialistiche evitando inutili spostamenti ai pazienti che devono effettuare più accertamenti diagnostici. I fondi del Mes servirebbero inoltre a realizzare a Cona un nuovo corpo di fabbrica di 3.000 metri quadrati destinato agli ambulatori, dedicando ai ricoveri (con 40 posti letto in più) il corpo centrale dell’ospedale.  Un altro capitolo è l’adeguamento sismico, considerato che «pur a norma, in fase di collaudo Cona 1 ha rivelato un livello più basso rispetto a Cona 2». La lista si completa con il potenziamento delle tecnologie biomedicali innovative e la realizzazione di un nuovo magazzino farmaceutico e di un economato, quest’ultimo con valenza provinciale. —

Alessandra Mura

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