Degrado notturno in via Carri Strada come latrina
Una latrina a cielo aperto. È quanto viene descritto da alcuni residenti di via Carri e delle strade adiacenti, in merito a recenti e molteplici episodi che si verificano in tarda notte nelle giornate non solo della movida.
Il problema è nato oltre un anno fa, quando le contestazioni degli abitanti di piazza Verdi hanno delineato un quadro di assoluto disturbo alla quiete pubblica. L’aspetto di assembramenti in periodo pre covid nel nuovo salotto di Piazza Verdi, liberato dalle auto sembra in parte superato, ma le problematiche connesse alle serate della movida sono tutt’altro che risolte.
Nei mesi di luglio e agosto nelle strade frequentate dai giovani erano presenti operatori specializzati nella sicurezza, presenza garantita a spese dei locali presenti nelle zone interessate. Nella fascia oraria del loro intervento vi era sicuramente un maggiore controllo, ma buona parte del problema si pone nelle aree limitrofe.
Via Carri, via Castelnuovo e via Camaleonte sono infatti deturpate da giovani ubriachi che lasciano “ricordi” di ogni tipo, dopo avere vomitato e urinato contro le abitazioni della zona. Interessato anche il locale “Quel fantastico Giovedì”: «vi è un assoluto non controllo dell’area, soprattutto dopo la mezzanotte», spiega la titolare Mara Farinelli, che da oltre trent’anni gestisce il noto locale. «Si è cercato di gestire il problema, ma ora tutto sta degenerando, mancano i servizi igienici e la pulizia da parte di Hera viene garantita in piazza Verdi e non nelle aree circostanti».
Aspetti condivisi dai residenti della vicina via Carri, che richiedono maggiori controlli, stanchi di raccogliere ogni tipo di immondizia lasciata dopo avere espletato bisogni fisiologici direttamente sulle porte delle loro case. Il tutto nonostante le segnalazioni effettuate al Comune, che non hanno avuto al momento alcun riscontro in merito.
Una situazione di degrado, soprattutto nelle ore notturne, che richiede a più vosi un intervento urgente per limitare il fenomeno. —
Stefano Balboni
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