I precari della scuola mobilitati «Stop al concorso, assumeteli»
Ieri l’iniziativa indetta dalle organizzazioni dei lavoratori al Parco Massari I candidati preoccupati: rischi Covid, trasferte onerose e nessuna garanzia
Il governo avvia il concorso straordinario della scuola in piena emergenza sanitaria mettendo in moto commissari e candidati a rischio contagio e con il pericolo che, dopo anni e anni di precariato, non si riesca nemmeno a partecipare “causa raffreddore”. «Una pessima idea» per i lavoratori precari delle scuole, anche di quelle ferraresi che ieri pomeriggio hanno partecipato alla mobilitazione nazionale, già annunciata da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Rua, Snals Confsal e Gilda Unams, con un presidio al parco Massari.
«Fare il concorso ora – è l’allarme dei sindacati – espone il personale delle scuole a un aumento dei contagi ed escluderebbe dalla partecipazione chi eventualmente quelle situazioni di contagio le stesse vivendo, visto che non sono state previste nemmeno delle prove suppletive». Come una mamma, docente precaria da dieci anni, con tre master, 24 Crediti Formativi Universitari (cfu), che ha passato «tutta l’estate a preparare domande su domande, anche molto lunghe, dalle graduatorie provinciali al concorso ordinario. E poi ad un mese di distanza mi si chiede di essere pronta per un concorso che aspetto da dieci anni e ora ho un figlio in vigilanza sanitaria e non so se riuscirò a partecipare, è gravissimo. È triste a quarant’anni dover dire ai propri figli di essere ancora precari. Uno dei problemi è raggiungere la sede dove svolgere il concorso: io dovrò andare a Modena con il treno e senza alcuna garanzia».
I costi e gli stipendi
Ma non è la sola testimonianza preoccupata. «Io farò la prova a Crevalcore e vado in macchina, ma tanti viaggeranno con i mezzi pubblici e se ci ammaliamo chi mandiamo a scuola a coprirci?», si chiedeva un’altra docente di lettere, precaria da sei anni con laurea e 24 cfu. La preoccupazione era di tutti i lavoratori presenti ieri al presidio, ed era tanta come l’amarezza sia per i percorsi verso la stabilizzazione, che cambiano spesso e i cui costi sono sempre a carico dei lavoratori, sia per il «miglioramento economico» che i precari devono sempre attendere, visto che ogni anno si ricomincia da zero e sempre, appunto, dalla stessa posizione economica.
Per questo ieri i sindacati sono tornati a chiedere al governo «la stabilizzazione immediata di un personale che ha seguito corsi su corsi, è preparato, specializzato e ha diritto al lavoro. E basta con la reiterazione del contratto, queste persone vanno assunte». Magari con una prova orale, e tenendo presente l’anzianità di servizio e i titoli di merito, e senza «entrare di ruolo e trovarsi dopo pochi mesi a inoltrare la domanda di pensione». —
Giovanna Corrieri
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