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Riso e noci del Delta produzioni in cerca di nuova promozione

Riso e noci del Delta produzioni in cerca di nuova promozione

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Visite istituzionali per due realtà di punta dell’agricoltura nel Delta. Gli assessori Regionali Alessio Mammi e Paolo Calvano, hanno fatto visita ai noceti e all’impianto di essiccazione e calibratura del prodotto, finanziati con i fondi europei del Piano regionale di sviluppo rurale e alle strutture dei risicoltori del consorzio Riso del Delta del Po Igp. È stata l’occasione per tirare le somme e tracciare prospettive.

Gli ettari coltivati a riso, quest’anno sono calati passando da 1.400 a 1.150. «Una situazione in parte fisiologica, in quanto per molte aziende ci troviamo in un anno di rotazione colturale prevista dal Disciplinare Igp – spiega il presidente Adriano Zanella – e in parte dettata dal fatto che la semina è avvenuta in pieno periodo di lockdown (aprile/maggio), con tutte le difficoltà del caso nell’organizzazione della stessa. Tuttavia i dati della ripresa sono incoraggianti e stiamo già preparando le nuove campagne di promozione per il 2021». Quello della valorizzazione del prodotto e della ricerca di nuovi mercati è un tema su cui la Regione investe, hanno ricordato gli assessori. «Ci auguriamo che tutte le produzioni riescano ad ottenere i risultati del Riso del Delta del Po IGP, che ha sperimentato un modello di relazioni di filiera di grande successo», è il commento di Mammi. Anche il territorio ha risposto positivamente con l’organizzazione delle feste e sagre dedicate al riso nel periodo estivo, superando mille problemi organizzativi come ha sottolineato il direttore Alex Baricordi.

Raccolto di qualità è anche quello delle noci che nel Delta ha trovato la prima produzione biologica riconosciuta, con il consorzio rappresentato da Gianluca Vertuani, presidente di Confagricoltura Ferrara: «Distintività, qualità e identità territoriale caratterizzano la nostra noce biologica, in commercio entro l’anno. Questo progetto dà vita a una nuova filiera agrifood, tracciata e orientata a un mercato in continua crescita quindi capace di garantire un reddito all’agricoltore e creare occupazione».

Una via imprenditoriale alternativa vista la forte riduzione della Produzione lorda vendibile delle colture tradizionali. Oggi sono 150 gli ettari coltivati, nelle province di Ferrara e Ravenna, e per il prossimo quinquennio si prevede un incremento fino al 15%. —

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