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Scolo Salione inquinato I residenti chiedono una soluzione definitiva

BEatrice BArberini

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ALBERONE

«Il problema dell’inquinamento e della morìa di pesci nello scolo Salione va affrontato e risolto. Alberone non può avere ogni estate acque nere e maleodoranti che scorrono in paese, a causa degli scarichi dovuti alla lavorazione dei pomodori».

È la consulta locale, attraverso il presidente Walter Gnudi, a rilanciare al Comune il problema segnalato in estate dai residenti di XII Morelli e Alberone a Polizia locale, Arpae e Bonifica. Nell’acqua dello scolo, scarti e liquami derivanti dalla lavorazione industriale dei pomodori realizzata dall’azienda Opoe Gruppo Cavicchi di XII Morelli. Pomodori, aveva riferito il titolare, arrivati in fabbrica già troppo maturi e liquefatti a causa della pioggia caduta nel mese di luglio. Tant’è che l’azienda, su sollecitazione del sindaco, il 21 agosto aveva incaricato un’impresa specializzata per la pulizia del canale. Poi Arpa ha eseguito prelievi ed analisi: «Questi scarichi – rimarca tuttavia Gnudi – sono inammissibili. Purtroppo alcuni residenti hanno impiegato l’acqua inquinata per irrigazione o per laghetti di proprietà. Abbiamo più volte chiesto al Comune l’esito delle analisi di Arpa, ma pare che al Comune non siano nemmeno arrivati. L’acqua inoltre, nella fase di auto depurazione, ha generato una sostanza bianca galleggiante. Solo ai primi di ottobre si è ridotta».

Non ricevendo risposte, i residenti si sono mobilitati e il 30 settembre hanno commissionato un’analisi dell’acqua del Salione: «Tuttavia, decorsi 40 giorni dal versamento, è emerso che tutti i parametri sono nei limiti del decreto 152/06 per gli scarichi in acque superficiali. Ma attendiamo di vedere i dati di Arpae sui prelievi di agosto. Ci rammarica il fatto che, con le tutte le tecnologie a disposizione, Alberone debba ancora vedere, e subire, l’inquinamento di un canale con acque irrigue. Il problema va risolto. Ci attiveremo perché tutto ciò il prossimo anno non si ripeta». —

BEatrice BArberini

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