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Biblioteche, scontro sulle assunzioni «Occasione mancata»

Giovanna Corrieri

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Alla fine la commissione online di ieri, voluta dai gruppi di minoranza per un aggiornamento sul sistema bibliotecario comunale, si è svolta “a porte chiuse’’, visto il problema tecnico per il quale hanno espresso disappunto la presidente di commissione, Caterina Ferri, e il capogruppo del Pd, Francesco Colaiacovo: «Non è simpatico non poter risolvere il problema, peraltro proprio in occasione di una commissione che per noi era importante e chiedevamo da tempo». E sul tema biblioteche anche ieri è stato scontro, del resto è in corso una vertenza sindacale, vista «la carenza di personale e soprattutto la mancanza di una progettualità concreta» sottolineava Sonia Uccellatori (Cisl), ieri in commissione con Corrado Oddi (Cgil).

Presenze che non sarebbero state troppo gradite all’assessore Angela Travagli, «che ha dimostrato di non comprendere assolutamente cosa significhi fare l’assessore – diceva la presidente Ferri – non ha idea del ruolo istituzionale che ricopre perché si è risentita della presenza dei sindacati e ha definito litanie i loro interventi».

Obiezioni sono state fatte sul personale in uscita, 11 persone in pensione fra il 2019 e il 2020 «sostituite per l’amministrazione con altrettante ma per noi solo con 9 visto che due erano in mobilità», dicono i sindacati. «Il sindaco diceva che avrebbe assunto 100 giovani – diceva Colaiacovo – e ora senza il vincolo del decreto legge Tremonti che bloccò le assunzioni c’era questa occasione».

E le risorse si potrebbero trovare, «solo con lo stipendio del portavoce del vicesindaco – considerava Colaiacovo – si potrebbero assumere due bibliotecari. Ma non c’è strategia e la sensazione è che si voglia andare verso la consunzione delle biblioteche, specie quelle più piccole». «C’è una condivisione delle criticità – replicava però l’assessore Marco Gulinelli – dalle quali non ci stiamo tirando indietro». E sulle esternalizzazioni «si sta valutando la possibilità di migliorare i servizi – diceva l’assessore – perché possano rimanere aperti anche il sabato e la domenica, così da supportare il piano di assunzioni» . —

Giovanna Corrieri

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