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le mosse di palazzo municipale 

Lo sport “civico” si riavvia Nuova sede e sì alle palestre

Margherita Goberti
Lo sport “civico” si riavvia Nuova sede e sì alle palestre

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Da via Copparo a via Bologna là dove prima era la Circoscrizione, oggi il Servizio Sport del Comune ha una nuova sede che l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Maggi ha inaugurato ieri. Occasione anche per annunciare l’accordo sull’utilizzo extrascolastico delle palestre, atteso con ansia dalle società sportive.

«Il progetto della nuova sede era partito l’anno scorso – ha ricordato Maggi – per dare a questo Servizio gli spazi adeguati e superare così gli inconvenienti di coabitazione che c’erano con la Spal». L’adeguamento del vecchio stabile al nuovo uso è costato 300mila euro, impegno che il Comune ha voluto ugualmente affrontare nonostante il difficile momento economico che sta attraversando, ma le molteplici attività sportive che caratterizzano la nostra realtà territoriale, meritavano la giusta attenzione.

Sono infatti dai 15mila ai 18mila gli utenti che frequentano le attività organizzate sparse in 127 impianti, a cui si devono aggiungere quelli polivalenti, le 14 palestre di Ferrara e provincia frequentate nel pomeriggio per momenti extrascolastici ed i 25 campi da calcio come ha precisato Fausto Molinari responsabile del Servizio. «Abbiamo lavorato – ha proseguito l’assessore – per consentire alle società sportive di rientrare nelle palestre mettendo in atto tutte le normative previste per garantire sicurezza. Speriamo ora che i nostri giovani possano continuare a fare sport. Per lo spazio lasciato in via Copparo stiamo ancora ragionando su come utilizzarlo».

Il trasloco nella nuova sede non è stata impresa facile e per questo Molinari ha voluto ringraziare gli otto dipendenti che hanno provveduto a trasportare l’archivio relativo a 50 anni di storia. «Senza il loro impegno sarebbe andato perduto – ha concluso – ma soprattutto hanno proseguito la loro attività quotidiana senza penalizzare alcuna categoria, rispondendo specialmente a chi aveva richiesto un contributo a fondo perduto per progetti sportivi, detraendolo dalla somma di 170 mila euro complessivamente messa a disposizione». —

Margherita Goberti

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