Quarantadue anni col camice Sempre dalla parte dei pazienti
Per il medico Gustavo Ferroni una vita accanto alle persone che ha curato con professionalità Farmaci e terapie, ma anche sorrisi: «La mia più grande soddisfazione? Eliminare il dolore»
il personaggio
Quarantadue anni trascorsi con il camice bianco e ora per Gustavo Ferroni, conosciutissimo e stimato medico di base, è giunto il momento della pensione. Nel 1978, quando ancora frequentava la scuola di specialità in Neurologia presso la Clinica neurologica dell’Università di Ferrara, Ferroni ha iniziato a svolgere le professione, iniziando da subito a instaurare legami di fiducia e di amicizia, divenuti granitici nel tempo. Proprio il legame con i suoi pazienti ha orientato le scelte future del giovane dottore, che ha optato per la scelta della disciplina di medico di famiglia. Capelli e baffi bianchi, dopo oltre quattro decenni vissuti in prima linea al fianco di chi soffre, narrano essi stessi la storia di un medico d’altri tempi, severo quanto basta, ma sempre pronto a dispensare, oltre a farmaci e terapie, suggerimenti preziosi e sorrisi ai propri pazienti. «In questo lungo periodo, trascorso così velocemente, ho cercato di prestare a tutti i pazienti il servizio più adeguato – riconosce Ferroni – sotto il profilo diagnostico, terapeutico ed empatico. L’obiettivo primario della mia professione di medico è sempre stato quello d’impegnarmi, non tanto a restaurare un equilibrio naturale spezzato, quanto a individuare e a costruire nuovi equilibri nella malattia, fermamente convinto che il valore della vita sia e debba sempre essere assoluto».
aggiornamento
Non ha mai smesso di studiare Ferroni, continuando a documentarsi attraverso i casi che seguiva, ma svolgendo anche attività di ricerca nell’ambito della medicina di famiglia, «con il desiderio di portare un piccolo contributo al miglioramento della professione, alla dignità professionale, ai mutamenti nella pratica».
Diverse e di spessore scientifico sono le pubblicazioni realizzate, così come molteplici i convegni organizzati (Le distrofie muscolari, 1987; Malattie neuromuscolari, 1998; Cervello e cuore, 2001; Ictus, alterazioni cognitive, 2005, Bioetica e neurologia, 2010; Neurologia e medicina di famiglia e territorio 2010).
i ricordi
«Ricordo la grande soddisfazione provata quando potevo porre rimedio ai disagi e al dolore dei pazienti – ricorda il medico –, invece ho silenziosamente sofferto quando non era possibile farlo».
I due ambulatori di Comacchio, in via Muratori, e del Lido delle Nazioni, in viale Finlandia, dallo scorso mercoledì sono chiusi, mentre tutti gli assistiti hanno ricevuto l’invito da parte dell’azienda Asl di Ferrara a scegliersi un altro medico di base. «Desidero rivolgere, per la fiducia – conclude Ferroni –, il mio sentito grazie a tutti i miei pazienti, con i quali ho condiviso esperienze e percorso strade, talvolta accidentate da ostacoli e asperità, ma ricche sempre di umanità profonda». —
KATIA ROMAGNOLI
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