Ferrara, Confesercenti vede nero: «Turismo, dati pessimi»
Non consola il calo delle presenze inferiore ad altri territori: sprofondo stranieri. Le seconde case dei Lidi diventano però una risorsa grazie allo smart working
FERRARA. L’ultimo rapporto ufficiale sulle presenze turistiche fornito dalla regione Emilia Romagna, aggiornato al mese di agosto, vede la provincia di Ferrara al top nella classifica di chi ha perso meno, rappresentando, quel “meno 40%”, la perdita più contenuta in Regione che ha infatti una media complessiva di –46,11%. Un dato positivo considerando il ridimensionamento di questa cifra negativa rispetto ai mesi in cui il lockdown aveva fatto registrare al settore un –100%?
RIDIMENSIONARE
È un secco no quello che arriva dal presidente di Confesercenti, Nicola Scolamacchia, che invita invece a «ridimensionare ogni entusiasmo», perché «i dati relativi alle presenze turistiche nel nostro territorio sono pessimi, da qualsiasi punto di vista si scelga di guardarli». E senza “consolarsi” o provare “a gioire” , dice Scolamacchia, «nei primi 8 mesi dell’anno la nostra città ha perso il 54% delle presenze. Anche nel post lockdown le perdite sono state importantissime, dal –60,6% di giugno al –24,3% di agosto». Per il presidente di Confesercenti inoltre neanche la performance dei Lidi comacchiesi nel mese di agosto, con quell’unico dato positivo rappresentato dal +13,5% di presenze di bagnanti italiani rispetto al 2019 può far sperare in una stagione raddrizzata: sull’anno infatti i Lidi fanno segnare un –37,7%, e su questo dato pesa soprattutto il 73,7% in meno di stranieri che, nel mese di agosto, sono stati poi –52,7% ai Lidi, e –60, 8% in città.
«La numerosa presenza di seconde case e complice lo smart working ha determinato veri e propri esodi estivi dalle regioni limitrofe verso i nostri Lidi per periodi prolungati, portando anche ad un aumento di attività alcuni settori economici – considera però Scolamacchia – alimentari, balneari, pubblici esercizi», circostanza che ha dato a Comacchio «una vetrina insperata nei mesi estivi». Questo dato rappresenta «un elemento su cui riflettere – dice il presidente di Confesercenti – per capire come valorizzare questa esperienza negli anni a venire». Per Scolamacchia quindi visto che il mercato internazionale di lungo raggio «resterà chiuso per molto tempo» e con quello europeo «si potrà riprendere solo nella seconda metà dell’anno», occorre «operare insieme per sostenere l’intera filiera turistica», realizzando «progetti e prodotti turistici in grado di creare un indotto».
POLEMICA
Sui dati turistici ferraresi peraltro non c’è accordo: con un’interrogazione Anna Ferraresi (Misto) chiede infatti di «riscrivere il testo di comunicazione dei dati ufficiali» sul sito del Comune, in quanto quello attuale «non ha tenuto conto in maniera completa dei dati della pagina dell’Osservatorio Turistico della Regione Emilia Romagna» dando così «una errata e fuorviante comunicazione ai nostri concittadini». I dati sul sito istituzionale del Comune sarebbero, dice Ferraresi, «incompleti (...) relativi ad un quadro complessivo definito con un quasi pareggio delle presenze dei visitatori confrontando il mese di agosto 2019 e 2020». In particolare la consigliera evidenzia il mancato confronto tra i dati di Ferrara e quella di altre città emiliane, per quanto riguarda i pernottamenti. —
Giovanna Corrieri
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