Coopser diventa modenese Nasce colosso da 1.800 soci
Ferraresi incorporati da Cfp, Benini (Legacoop): competitivi a livello nazionale Assemblea divisa dall’operazione, da sciogliere diversi nodi contrattuali
Coopser diventa modenese. Il colosso della logistica e dei trasporti, una delle ultime grandi cooperative ferraresi rimaste in piedi, viene inglobata dalla “cugina” Cfp, cinque volte più grande, dopo anni di difficoltà gestite grazie anche alla disponibilità dei soci. Gli stessi che sabato in Fiera hanno votato con la maggioranza dei due terzi la fusione per incorporazione con i modenesi, visto che in ballo ci sono ancora questioni contrattuali. Salva con la fusione, invece, la forza lavoro e il patrimonio della cooperativa, che dall’1 gennaio diventerà il braccio ferrarese della Cfp anche se il marchio Coopser sarà ancora utilizzato e continuerà a campeggiare nella sede di via Marconi.
l’ufficialità
La notizia della incorporazione è stata data ieri dalle due coop e da Legacoop, regista dell’operazione. La nuova azienda, che potrà contare su 1.800 soci, mira a diventare «un punto di riferimento ancora più strutturato nella gestione completa del ciclo della logistica, con una presenza capillare nella regione e commesse anche oltre i confini regionali. La fusione - continua la nota ufficiale - porterà ad una maggiore diversificazione dei servizi, a una migliore competitività e alla condivisione dei know how maturati dalle due cooperative in decenni di esperienza. «È un progetto su cui abbiamo lavorato con determinazione - spiega William Giovannini, presidente di Cfp - perché siamo assolutamente convinti della sua importanza strategica. Mai come quest’anno, con esperienza del Covid, si è reso evidente quanto la logistica sia fondamentale per l’economia del Paese e per il lavoro. Con questa fusione consolidiamo la nostra presenza, ampliamo i servizi e i campi d’intervento e allarghiamo il raggio di azione sui territori sempre nella massima legalità».
La nuova coop genera sinergie e può contare su magazzini e centri logistici in tutta l’area centro emiliana, con proiezioni su Veneto e Lombardia presidiate dalle sedi di Modena e Ferrara, per la quale c’è la garanzia di mantenimento. I comparti sono movimentazione merci, depositi, logistica agroalimentare, manutenzioni industriali, manutenzione e noleggio mezzi e carrelli elevatori, officina meccanica.
le parole
Il ferrarese Andrea Benini, presidente di Legacoop Estense, parla di «due aziende leader e in salute», la cui fusione dà vita «ad una coop ancora più solida e capitalizzata, capace di competere con i campioni nazionali di settore. Legacoop da sempre promuove le aggregazioni, che creano sinergie e aumentano la capacità d’investimento. Anche durante la crisi le coop di maggiori dimensioni hanno gestito meglio le difficoltà e difeso il lavoro dei soci». La presidente uscente di Coopser, Patrizia Caniati, l’azienda «da sempre incentra la propria attività sui principi di legalità, trasparenza, qualità dei servizi e dignità del lavoro. Già nel 2017 abbiamo ottenuto il punteggio massimo nel Rating della legalità, in un settore purtroppo inquinato dalla concorrenza sleale».
le questioni aperte
I sindacati non hanno ancora sottoscritto l’accordo, «l’esame congiunto proseguirà nei prossimi giorni con l’obiettivo di equiparare i diritti, per non devono esistere soci di serie A e B» dice Massimiliano Vicentini (Fit Cisl). Il riferimento è ai buoni pasto da 3,70 euro che si vorrebbe riconoscere ai ferraresi solo nel 2023, e ad altri istituti. Peraltro, riconosce Vicentini, «i soci Coopser da anni avevano rinunciato al buono pasto per via dello stato di crisi dell’azienda, che dieci anni fa contava 900 soci e nel frattempo ha perso diversi appalti». —
stefano ciervo
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