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proposta orari sfasati 

I presidi: i turni pomeridiani aumentano le difficoltà

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La scuola sta vivendo una fase molto delicata e le restrizioni per arginare il contagio da coronovirus, si ripercuotono ovviamente pesantemente anche sulla didattica.

E proprio sulla scuola e sulla possibilità di adottare orari sfasati con turni pomeridiani rischia di mettere in difficoltà l’organizzazione di molti plessi scolastici.

I casi di contagi che si sono registrati anche nelle scuole ferraresi sono stati gestiti fino ad ora con professionalità, cercando di garantire prevenzione e salute agli studenti, senza privarli dell’insegnamento in presenza.

Massimiliano Urbinati, dirigente scolastico del Vergani-Navarra, il polo di istruzione alberghiero e agrario, ha provato ad ipotizzare situazioni di didattica a distanza miste (metà mattina e metà al pomeriggio, a casa a turno) per il suo Istituto Vergani, e il quadro che ne emerge è poco rassicurante: «Una scuola come la nostra, che ospita studenti provenienti da tutta la provincia, da Bologna e dal Veneto, certo ha difficoltà ad adattarsi ad un quadro di questo genere».

Tra parentesi, il Vergani sta ancora aspettando l’ultima partita di banchi monoposto tradizionali, da 200 pezzi, mentre quelli già arrivati sono stati già dislocati.

In caso di lezioni al pomeriggio la situazione diventerà molto critica anche per i plessi gestiti dall’istituto comprensivo Perlasca.

Il dirigente Stefano Gargioni, ricorda infatti che la media Bonati ha un indirizzo musicale che necessità di attività pomeridiana, mentre nei plessi delle primarie c’è il doposcuola.

«Anche se abbiamo adottato fin dal passato anno scolastico la didattica integrata - ricorda Gargioni - è auspicabile continuare le lezioni in presenza, continuando ad utilizzare tutti gli accorgimenti. —

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