Edicole, arriva il bonus «Ma servono servizi»
Domande in Regione per contributo fino a 1.000 euro, aggiuntivo a quello statale In città hanno chiuso 23 rivendite in pochi anni, gli esercenti: aiuti dai Comuni
Un sostegno concreto, anche se certo non risolutivo, per consentire alle edicole e rivendite di giornali di superare questa fase segnata dalla pandemia e dalla crisi dell’editoria. Si tratta del bonus di 1.000 euro come importo massimo che la Regione distribuirà agli esercenti che ne faranno richiesta, entro il 30 ottobre, come è stato spiegato ieri in Commissione Politiche economiche della Regione, nel corso della quale sono stati chiariti anche perimetro e modalità del contributo. E gli edicolanti ferraresi ne approfittano per ricordare la gravità della crisi che li ha colpiti, con 23 punti vendita chiusi negli ultimi tre anni solo all’interno del comune capoluogo, rilanciando la lista delle priorità per salvaguardare il settore: sgravi fiscali, anzitutto, ma anche nuovi servizi promessi più dii un anno fa dai Comuni e mai arrivati.
il contributo
Il contributo regionale, ha riconosciuto ieri in commissione Marco Pasi (Confesercenti), «può aiutare gli edicolanti a traghettare la propria attività verso tempi migliori. È importante sostenere le edicole, che soprattutto durante l’emergenza Covid sono state presidio diffusione di cultura sul territorio». È importante che l’erogazione avvenga in tempi rapidi ma anche, secondo Confesercenti, che venga ampliata la platea dei beneficiari, visto che oggi possono fare richiesta solo i punti vendita esclusivi e quindi restano fuori le altre attività.
Il meccanismo funziona in parallelo con quello nazionale: i titolari delle edicole che fanno domanda del contributo governativo in automatico saranno in lista anche per quello regionale. L’ammontare del contributo avrà un limite massimo di 1.000 euro per singola attività e sarà legato al numero di domande che perverranno. Nel caso le risorse non siano sufficienti, saranno ripartite in maniera proporzionale per rispondere comunque a tutte le richieste. Il progetto di legge regionale stanzia 500mila euro a sostegno delle circa 1.300 edicole emiliano-romagnole, quindi se tutte le domande dovessero essere accolte, il contributo medio sarebbe di 384 euro.
Qualche critica all’esiguità degli importi è stata avanzata dai commissari, «questo è un segnale, non vogliamo fare sentire soli gli edicolanti che soffrono un momento di grande difficoltà - ha risposto l’assessore Paolo Calvano - Le nostre linee guida sono la celerità, ottenuta con il collegamento alla disposizione nazionale, e la certezza; l’obiettivo è esaurire tutti i fondi».
il quadro
I ferraresi, circa 170 realtà sul territorio provinciale, si stanno dando da fare per portare a casa il massimo. «I nostri commercialisti lavorano per consentire a tutti di presentare domanda entro il mese - spiega Antonio Palazzi, segretario del sindacato Sinagi - Abbiamo ottenuto i chiarimenti richiesti dalla Regione, l’esclusione dei titolari pensionati ci sembra assurda ma contiamo di ottenere almeno 500 euro dallo Stato e altrettanti dalla Regione».
Per evitare altre chiusure, però, ci vorrà anche altro. «Il nostro interlocutore principale è il Comune di Ferrara, al quale abbiamo chiesto - sottolinea Palazzi - una riduzione del 50% della tassa di occupazione del suolo pubblico. In altre realtà, come Modena, le edicole hanno ottenuto di distribuire servizi comunali come i certificati anagrafici, qui la proposta è stata avanzata un anno fa ma non si è mosso ancora nulla». —
stefano ciervo
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