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Lo strumento salvavita in caso di terremoto «Io ne ho vissuti due»

BEATRICE BARBERINI
Lo strumento salvavita in caso di terremoto «Io ne ho vissuti due»

Operaio originario dell’Aquila e trapiantato a Cento ha brevettato Spum È un segnale girevole, montato sull’antenna tv, che informa i soccorsi 

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la storia

Dall’esperienza del terremoto in Abruzzo e a Cento, nasce Spum – Segnale di Presenza Umana, sistema salvavita brevettato. È un progetto su cui Mauro Di Bastiano, centese di 49 anni, sta lavorando da almeno tre anni, per arrivare a dar vita ad un sistema che punta a diventare un significativo strumento per salvare vite in caso di disastri e calamità naturali, come di incidenti antropici.

«È un’idea nata – spiega il protagonista – dopo aver vissuto il dramma di ben due terremoti, prima il sisma a L’Aquila nel 2009, mia terra d’origine, e poi gli eventi sismici dell’Emilia nel 2012, a Cento, città dove mi sono trasferito per ragioni di lavoro».

Dall’esperienza, «tanto drammatica quanto sconvolgente, di essere terremotato, visto che il sisma mi ha costretto a rimanere fuori casa e a vivere, proprio a Cento, e per quasi due anni nei moduli abitativi allestiti nel villaggio Map di via De Nicola, è nata l’idea di cercare di realizzare qualcosa che potesse salvare la vita delle persone in caso di calamità. Un’idea fissa, che ha preso forma grazie alla mia passione per il disegno e al piacere di creare divertendomi».

IN COSA CONSISTE

Spum infatti è solo uno dei due progetti a cui Di Bastiano, ancora oggi residente a Cento e operaio in una ditta di Calderara di Reno, ha dato vita.

È lo stesso ideatore a voler spiegare cos’è Spum: «È un sistema per comunicare all’esterno, attraverso un’installazione visiva, montata sull’asta dell’antenna tv di casa o nel punto più alto e visibile dalla strada, la densità abitativa di un edificio. Il cartello è in grado di ruotare evitando resistenze e attriti con l’aria.

L’OBIETTIVO

L’obiettivo di Spum, spiega Di Bastiano, è quello di informare tempestivamente i soccorsi in caso di disastri ambientali come terremoti, alluvioni, valanghe ma anche incidenti antropici di ogni specie che gravano sulla vita delle persone, come incendi domestici e industriali.

«Una volta realizzato – riferisce l’ideatore – ho consegnato il progetto nelle mani di ingegneri che si occupano di marchi e brevetti, e dopo oltre un anno e mezzo dall’inizio dell’iter, ad aprile ho ottenuto il brevetto per l’Italia».

Una grande soddisfazione per Di Bastiano, che anche alla luce delle esperienze vissute in occasione dei due terremoti che lo hanno toccato è sempre più convinto che «la conoscenza può salvarci la vita». —

BEATRICE BARBERINI

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