Polizia locale, niente sciopero Salva la serata della Mille miglia
Il prefetto dichiara illegittima la protesta di giovedì: troppo vicina a quella Cub Cgil, Cisl e Uil aprono una vertenza su tutto il Comune e attaccano Lodi
Salta lo sciopero della Polizia locale proclamato per giovedì 22, e così organizzatori e appassionati della Mille Miglia possono tirare un sospiro di sollievo: senza il presidio di sicurezza garantito dai vigili, infatti, avrebbe rischiato di saltare il passaggio della corsa in città. Il motivo della revoca dello sciopero dei sindacati confederali, peraltro, non ha a che fare con la Mille Miglia, ma con “l’affollamento” eccessivo di agitazioni in quei giorni, ed a questo punto Cgil, Cisl e Uil alzano il tiro sul personale dell’intero Comune, per il quale si chiede un nuovo tavolo di conciliazione.
“colpa” della Cub
Il granellino che ha fermato l’ingranaggio confederale è la conferma da parte della Confederazione unitaria di base dell’astensione nazionale per venerdì 23, proclamata addirittura nel luglio scorso. Per cui lo sciopero della Polizia locale del giorno prima «è da considerarsi illegittimo - ha certificato ieri il prefetto Michele Campanaro al tavolo di confronto con le parti - alla luce della valutazione espressa anche dalla Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziale, che ha ritenuto l’iniziativa sindacale non conforme al principio della rarefazione degli scioperi».
Si è riaperto il confronto in extremis tra i sindacati confederali da una parte, il vicesindaco Nicola Lodi e il comandante Claudio Rimondi dall’altra, ma il prefetto ha dovuto prendere atto «della indisponibilità delle parti ad addivenire ad una conciliazione», invitando i rappresentanti dei lavoratori a spostare lo sciopero ad altra data.
sviluppi
Il prefetto parla di «fissazione di una diversa data di protesta», ma non è detto sia limitata alla Polizia locale. È anzi probabile che la vertenza dell’ex Municipale su personale, turni, vestiario, armamenti e altro ancora, venga inserita nella più ampia agitazione che riguarda l’intero personale di Palazzo Municipale, su questioni che v anno dalle carenze di organico in vari settori al dimezzamento del budget per le assunzioni, fino allo smart working. Oggi dovrebbe partire una richiesta di Cgil, Cisl e Uil al Prefetto per la convocazione di un altro tavolo di conciliazione, appunto sull’intero perimetro dell’organico comunale. Anche i non ancora proclamati scioperi a seguito delle mancate conciliazioni nei settori Anagrafe e Biblioteche saranno con tutta probabilità proclamati nell’ambito della vertenza omnibus.
In questi giorni si stanno svolgendo assemblee di personale in vari comparti (oggi le biblioteche, domani la Polizia locali), il secondo giro rispetto a quello già svolto a luglio, e si potrà tastare il polso dei comparti già ad un passo dallo sciopero.
le polemiche
Ieri Cgil, Cisl e Uil hanno risposto polemicamente alla sigla Diccap e al vicesindaco in merito allo sciopero dell’ex Municipale. «La revoca è dovuta al rispetto delle istituzioni e della legge - scrivono - Non pongono in essere la stessa condotta nè Lodi nè il sindacato Diccap: entrambi, oltre a infischiarsene altamente del mandato ricevuto dai lavoratori in merito alla lista di proposte contrattuali da modificare e su cui si chiede l’intervento dell’amministrazione, provano a dividere il fronte compatto di Cgil, Cisl e Uil. Queste ultime due sigle vengono infatti denigrate, addirittura non venendo considerate né dal vicesindaco né dagli autonomi».
Il Diccap, che nei giorni scorsi aveva usato toni pesanti sui social contro i confederali per la vertenza biblioteche, viene messo da parte («quando saranno firmatari del contratto, potranno dire la loro opinione»): Lodi, invece, «è ora che si faccia una ragione del ruolo che le associazioni sindacali confederali occupano: la nostra rappresentatività è sancita dalla legge; il nostro amministratore, si legga la legge 300 del 1970 e il Ccnl 21 maggio 2018, anziché fare inutili dirette Facebook e sparare a zero sui sindacati ogni giorno». —
stefano ciervo
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