«Concessioni da rideterminare» Il caso degli spazi in Sacca diventa un’interrogazione regionale
GORO
E, come preannunciato, il caso concessioni arriva in Regione. Attraverso il capogruppo di Rete Civica – Progetto Emilia-Romagna, Marco Mastacchi, il quale ha presentato un’interrogazione orale in commissione alla presidente dell’assemblea legislativa Emma Petitti e alla giunta regionale riguardo l’efficacia dei controlli sulle concessioni demaniali per la venericoltura in Sacca a Goro. Quella della vongola verace è un’eccellenza made in Emilia Romagna, tanto che l’assessore regionale Alessio Mammi ha dichiarato che si dovrebbe istituire una Dop della vongola di Goro, per tutelare e promuovere meglio questo prodotto, e di conseguenza l’intero comparto e i suoi lavoratori. Il 90% della produzione regionale e il 40% di quella nazionale avvengono in questa zona, che per ottenere l’eccellenza ha saputo fare investimenti e ricerca in ambito biologico, marino, di miglioramento delle tecniche di raccolta, così come prodigarsi per la tutela di un ecosistema delicato, complesso e vitale per la gente di questo territorio (la venericoltura dà lavoro all’80% delle famiglie goresi).
«Ma dove le cose filano lisce e apparentemente facili, ci si mette la burocrazia a creare problemi dove non ce ne sarebbero. La potestà di disciplinare il rilascio e il rinnovo delle concessioni demaniali, sia per quanto riguarda la pesca che per quanto attiene le attività turistico ricreative è stata attribuita alle Regioni. Quasi tutte le Regioni “vista mare” hanno delegato queste funzioni ai Comuni costieri. L’Emilia Romagna lo ha fatto solo per quanto riguarda il comparto turistico-ricreativo, mantenendo per sé la titolarità per il settore pesca e acquacoltura. L’attività di allevamento - dice Mastacchi - viene svolta come in un campo agricolo e nella Sacca di Goro a ogni operatore/pescatore viene assegnata un’area definita su cui poter lavorare: circa 8.000 mq per addetto e 6.000 mq per addetto se operanti lungo le zone dette “Dighe” in Comacchio o 3.900 mq se la concessione è in zona “Basson”. Alcune cooperative possono eccedere nelle superfici demaniali concesse o essere in sotto assegnazione e nella Sacca le coop concessionarie nella quasi totalità hanno un rapporto superficie/addetti ben al di sotto di 8.000 mq, e si attesta di fatto sui 5.000 mq per addetto. Considerato l’alto numero di addetti operanti su questo territorio (46 cooperative con 1.600 soci totali), è facile immaginare quanto importante sia una tempestiva rideterminazione e riassegnazione delle aree in caso di riduzione degli operatori». —
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