Palestre e piscine sotto esame «Non temiamo i controlli del Nas»
Becchetti: «Nel Ferrarese non ne conosco fuori norma» Settimana decisiva per i due tipi di impianti sportivi
Regnano confusione e incertezza. La “settimana di prova”, quella in corso, per piscine e palestre ha lasciato tutti sgomenti, irritati, increduli. Piscine e palestre, stando alle parole del presidente del consiglio quando ha illustrato il suo ultimo dpcm, sono sotto esame: se non si mettono in riga, verranno chiuse. Anche gli operatori ferraresi di questo settore non riescono a capacitarsi di questa spada di Damocle posta sopra le loro teste, come su quelle di tutti i loro clienti.
Ne abbiamo parlato con Romano Becchetti, nella sua triplice veste di titolare di palestra (la Millenium di Ferrara), presidente provinciale Asi (ente di promozione sportiva) e noto frequentatore di piscine (con numeri impressionanti di vasche consecutive nuotate). Iniziamo dai controlli: «Mai avuti prima dell’ultimo decreto e nemmeno in questa settimana: i protocolli ci sono da maggio, eventuali controlli ci possono essere, con sanzioni anche pesanti. Comunque, come fa il Nas a controllare? Andrà a campione: non saranno le palestre più rinomate ad aver combinato qualcosa di storto, magari lo ha fatto la palestrina, non lo potrà mai fare una palestra in bella vista».
Insomma, questo mettere all’indice palestre e piscine non è temuto e neppure compreso: «Presumo che ognuno abbia la coscienza a posto - prosegue Becchetti -, ma viene dato un ultimatum, eppure siamo già a posto con sanificazione, posti contingentati, mascherina negli spostamenti, aria fresca negli ambienti, non lasciare gli indumenti negli spogliatoi... Ricevo telefonate dalle Asd affiliate che chiedono chiarimenti, ma è rimasto tutto com’era a maggio. Poi, ben vengano i controlli: ne conosco di palestre a Ferrara e sono in regola, come le piscine. E se qualcuno non è in regola, che paghi».
Insomma, anche su questo fronte dello sport non si è disponibili a passare da untori: «La decisione su palestre e piscine - conclude Becchetti - pare che possa essere demandata alle Regioni, anche perché non in tutte la situazione è uguale. Per esempio, in Lombardia o in Campania la situazione è complicata, lo capisco, ma la palestra rimane uno dei luoghi più sicuri: mi è addirittura capitato di dire a qualche cliente di togliere la mascherina mentre si allena».
La protesta, naturalmente, viaggia anche sul web e in maniera forte. A dimostrarlo, un piccolo ma significativo dettaglio. Su Facebook gli hashstag, ossia quelle parole chiave precedute dal simbolo del cancelletto, non hanno mai preso piede, mentre sono decisivi su Twitter e su Instagram. Ebbene, in quest’occasione #palestresicure e #palestreinsicurezza hanno spopolato anche sul social blu, raccogliendo e canalizzando il messaggio principalmente al ministro del sport Spadafora, in particolare in difesa delle palestre (più che delle piscine).
Spulciando fra i video che sono stati postati, per cercarne di ferraresi, ne abbiamo trovati tre. In uno c’è l’ex campione del mondo di boxe Alessandro Duran, che racconta il suo incontro con dei ragazzi che, anziché andare a scuola, stavano fumando sulla scalinata di fronte alla Prospettiva, in fondo a corso Giovecca a Ferrara: «Quel fumo alla vostra età fa peggio del covid 19», li ha ammoniti l’ex peso welter, invitandoli alla pratica sportiva, quella che lui stesso aveva appena terminato. In un altro, Giacomo Gelmi, già candidato a consigliere comunale di Ferrara e recentemente vittima di un infortunio, mette in risalto la salubrità della pratica sportiva e la necessità di svolgerla anche a fini riabilitativi. Quest’ultimo punto è poi esaltato dal video pubblicitario postato da Angela Guzzinati, che mostra un centro riabilitativo per portatori di patologie legate all’avanzare dell’età.
Non è solo il mondo di palestre e piscine, però, a mostrare disagio in questa fase. L’ultimo dpcm c’entra fino a un certo punto.
L’altro pomeriggio il presidente Uisp provinciale Enrico Balestra con il sindaco di Ferrara Alan Fabbri è stato dal prefetto Michele Campanaro. Un appuntamento fissato da tempo, per sciogliere dubbi sulle manifestazioni sportive (in particolare podistiche e ciclistiche), ma che si è poi reso utile anche alla luce degli ultimi sviluppi e, ancor di più, a chiarire i rispettivi ruoli e le possibili collaborazioni. Chiarendo che non era quella la sede per sciogliere dubbi e riserve, ma individuandola nella Consulta dello Sport, ora allargata a quelle rappresentanze istituzionali che vigilano sulla sicurezza. E nel suo resoconto dell’incontro, Balestra conclude: «Creiamo lo spazio per ridefinire i perimetri, le regole, le abitudini, gli attori, gli strumenti… perché questa sarà la condizione, necessaria non sufficiente, per ripianare nel tempo le voragini che questo disastro ha già prodotto e produrrà nei prossimi mesi». —
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