Vento arriva nelle valli «Le relazioni risorsa per salvare i musei locali»
All’impianto idrovoro Saiarino il progetto con le biciclette come motore dell’economia «Salvaguardare i territori colpiti dai cali demografici»
CAMPOTTO
Turismo lento e sviluppo territoriale sono stati i temi centrali dell’evento tenutosi all’impianto idrovoro di Saiarino, organizzato dal Consorzio della Bonifica Renana per celebrare la conclusione dell’ultima tappa di “Vento bici tour”, manifestazione ideata dal politecnico di Milano, giunta alla sua ottava edizione.
Partita dal centro storico di Ferrara, la pedalata ha visto fra i protagonisti anche il sindaco Andrea Baldini e l’assessore Giulia Cillani, la vicepresidente della regione Emilia Romagna, Elly Schlein, l’assessore al bilancio regionale Paolo Calvano e l’assessore all’ambiente Irene Priolo. Era questa la tappa finale della biciclettata: 45 chilometri di paesaggi artificiali di bonifica, percorsi ed ammirati da amministratori regionali, sindaci e progettisti della ciclabile europea, di cui l’attuale corso del Reno potrebbe diventare un ulteriore tassello.
Dopo l’arrivo dei ciclisti ed una visita guidata alla scoperta delle strutture di archeologia industriale di Saiarino, è iniziata una tavola rotonda tra Paolo Pileri, docente di urbanistica del Politecnico di Milano e ideatore della ciclabile europea Vento, Roberto Balzani - presidente dell’Istituto dei beni culturali dell’Emilia Romagna e del sistema museale dell’Alma Mater, e Giorgio Diritti, regista e autore del film biografico su Ligabue “Volevo nascondermi”, vincitore dell’Orso d’argento al Festival di Berlino.
per il territorio
«Vento non è un progetto di biciclette – ha affermato in apertura il professor Pileri – bensì un progetto di territorio. Vento usa le biciclette per mettere in moto economie nei piccoli e medi comuni, che subiscono forti cali demografici».
Il tema della lentezza, al centro del dibattito «è un modo diverso di abitare i territori e di creare occupazione».
«Credo sia prezioso – ha proseguito il regista Diritti – dilatare questa sensazione di lentezza anche alla nostra vita quotidiana. Nella società attuale, infatti, viviamo in una dimensione generale di pressione, forte pressione. La connessione naturale con il territorio può aiutarci a riconquistare il rapporto con la vita e con il tempo».
salvaguardia
Particolarmente sentito anche il tema della salvaguardia paesaggistica e museale, portato alla luce da Balzani: «Ci troviamo di fronte ad un’ipertrofia museale e la maggior parte di queste realtà, specie dopo il Covid 19, non riesce a sostenersi nel tempo. Sopravviveranno i musei che costruiscono relazioni. Ecco perché Vento è un’opportunità straordinaria per i musei che hanno a che fare con la natura. Queste operazioni ci consentono di percepire la fragilità di questo mondo, che siamo tenuti a conservare».
Durante i saluti finali, il primo cittadino argentano Baldini ha affermato che «investire in quest’ambito è la cosa giusta, dobbiamo fare in modo che il percorso Primaro diventi un’importante infrastruttura del nostro paese».
La giornata si è infine conclusa con la proiezione del film di Giorgio Diritti “Il vento fa il suo giro”. —
Alex Villani
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