L’appello dei genitori «Davanti alla scuola serve un riparo per i bambini»
CENTO
«In attesa del loro turno per l’ingresso al plesso scolastico, i nostri bambini, nei giorni di pioggia, sostano su fango e pozzanghere. Il Comune intervenga allestendo pensiline o tensostrutture».
Sono i genitori rappresentanti di classe della primaria dell’istituto compressivo “Il Guercino” di via Dante Alighieri di Cento, attraverso le portavoci Michelina Ferraro (rappresentante della 3ªA) e Sonia Smiraglio (per la 1ª B), a chiedere il Comune di intervenire, «dopo aver inviato una lettera, datata 5 ottobre, e aver più volte telefonato in Comune e cercato da oltre un mese di avere un colloquio con il sindaco Toselli», senza aver «mai ricevuto riscontro». Dal canto loro, i genitori, vista la situazione Covid, stanno «cercando di fatto – riferiscono – di tutelare con la massima attenzione i nostri bambini, gli insegnanti e i collaboratori scolastici, cercando di rispettare rigorosamente tutte le normative e i protocolli che ci sono stati forniti all’inizio dell’anno scolastico».
Le due portavoci entrano nel merito: «Nei giorni di pioggia i nostri bambini sostano su fango e pozzanghere, mentre aspettano il loro turno» per l’ingresso a scuola. Un problema che non può essere risolto «da noi genitori né del personale scolastico o dalla dirigente scolastica Anna Tassinari, sempre disponibile e vicina a noi genitori. Molti genitori si sono offerti di raccogliere soldi per comprare dei tendoni, ma essendo l’immobile di proprietà del Comune, solo quell’ente e le autorità competenti possono risolvere la questione, come già accaduto alla scuola dell’infanzia con l’allestimento di pensiline».
La richiesta di un incontro rivolta al sindaco è finalizzata ad affrontare quanto prima il problema: «Andiamo incontro al periodo più rigido, e se poi nevica i bambini sosteranno sul ghiaccio che, come abbiamo visto negli anni precedenti, si forma in ampie lastre anche molto scivolose. Chiediamo per questo, se è possibile», che siano allestiti «anche solo tendoni da parte della Protezione civile», ma occorre l’autorizzazione del Comune. —
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