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Le neodirigente: piena autonomia per gli istituti

Margherita Goberti
Le neodirigente: piena autonomia per gli istituti

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«Sono veramente felice di essere stata nominata “provveditrice agli studi” di Ferrara, perché ritengo questa città e il suo territorio realtà particolarmente virtuose. Anche l’accoglienza che mi hanno fatto le autorità civili e militari è stata ottima per cui sento di poter iniziare il mio incarico sotto i migliori auspici».

Veronica Tomaselli la giovane neo provveditrice di Ferrara e Provincia nonostante l’entusiasmo che la anima, ha però davanti a sé già molti problemi tra cui la ventilata ipotesi di far entrare a scuola in orari scaglionati gli studenti.

«Partendo dal presupposto che non c’è l’obbligo di applicare questa normativa ma si lascia all’istituto la facoltà di decidere – ha precisato – ritengo che posticipare l’ingresso a scuola vada a contrastare il lungo e impegnativo lavoro che è stato svolto a monte tenendo conto soprattutto del settore trasporti. Ora chi dovesse scegliere in quella direzione dovrà impegnarsi in una organizzazione non semplice ma sarà comunque libero di metterla in atto o rifiutarla».

Oltre alla questione orario, all’interno di molte classi si tengono le finestre aperte convinti che il continuo cambiamento d’aria possa contrastare eventuali contagi anche se in questa stagione la temperatura non è sempre piacevole specie se si sta fermi nel banco.

«Penso che se le finestre sono aperte – ha proseguito Veronica Tomaselli – vorrà dire che l’istituto si è adeguato ad una normativa vigente per cui io non posso entrare nel merito in quanto anche in questo casa vige l’autonomia della scuola».

L’anno scolastico è appena iniziato e sebbene dal ministero della Pubblica Istruzione venga l’assicurazione che le lezioni per ora proseguiranno in presenza, il futuro è incerto.

«Io non ho attualmente progetti o soluzioni in proposito – ha concluso la provveditrice – sono “una mamma – dirigente” due ruoli molto impegnativi e quindi mi attengo alla lettera alle disposizioni ministeriali». —

Margherita Goberti

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