Poche ore lavoro Sale la protesta a Spreafico frutta
Ieri lavoratori hanno bloccato l’ingresso e l’uscita dei mezzi pesanti dalla ditta «Non ci chiamano più Promesse non mantenute»
santa maria codifiume
«Devono trattarci come esseri umani. Abbiamo famiglia, figli da mantenere e le nostre buste paga sono ridicole: chi ha preso di più nei mesi scorsi è arrivato a 400 euro, qualcuno ha visto solo 40 euro. Vogliamo lavorare, non chiediamo altro». Anche i lavoratori della Spreafico frutta di Santa Maria Codifiume, come i colleghi di Lecco e Bologna, hanno scioperato davanti allo stabilimenti ieri mattina, bloccando l’entrata e l’uscita dei mezzi pensanti. La situazione è complessa, in estrema sintesi una parte del personale ha contratti a tempo determinato per la durata sì di un anno ma lavorano su chiamata e pagati a giornata.
la protesta
«Non ci chiamano mai e quando lo fanno ci chiedono di fare lavori che non sono di nostra competenza. Non abbiamo ancora capito come funziona, perché lo stabilimento va avanti e alla fine chiamano sempre solo quelli che vogliono loro».
Intanto ieri secondo giorno di blocco totale alla Spreafico di Lecco, «con la solidarietà dei compagni di Bologna, contro la cooperativa Spazio Lavoro che non rispetta gli accordi sindacali e impone un regime di caporalato, con minacce e violenza sugli operai - dicono dal Cobas -. Nonostante gli accordi siglati, conquistati con quattro scioperi, ora reintegrano i caporali e sospendono i lavoratori. Avanti fino alla vittoria, verso lo sciopero nazionale di venerdì e sabato tutti sotto Confindustria».
In pratica, l’obiettivo è quello «di vedere riconosciuto ai lavoratori un contratto in linea con le reali mansioni svolte all’interno della ditta». In pratica, ancora, si lamenta «che quello attualmente applicato dalle cooperative è il “multiservizi”, destinato ad addetti alle pulizie e facchini, mentre ad esempio ci sarebbe chi svolge anche movimentazione merci col muletto».
Intanto, anche a Santa Maria Codifiume ieri mattina sono stati bloccati i camion in entrata ed in uscita dallo stabilimento e, buste paga alla mano, i dipendenti hanno chiesto un incontro con i vertici dell’azienda.
i sindacati
Ieri mattina il presidio è stato organizzato dal Cobas e non erano presenti le altre sigle sindacali. «Chiediamo alle istituzioni di intervenire, di aiutarci a capire cosa sta succedendo all’interno dello stabilimento perché noi così non riusciamo ad andare avanti: abbiamo disperato bisogno di lavorare». —
an.bo.
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