«Quando mio nonno affittò casa agli afgani» Ilaria vince il premio Medici senza Frontiere
Il toccante racconto è risultato il migliore a livello nazionale L’autrice, 12 anni, frequenta la II L della scuola media di Porotto
la storia
Brava è brava, ma che arrivasse addirittura a vincere il primo premio di un concorso di scrittura a livello nazionale, è qualcosa di veramente straordinario. Ilaria Descrovi, 12 anni, della 2ª/L della scuola media “De Pisis” di Porotto, si è aggiudicata il primo premio del concorso organizzato da Medici senza Frontiere e riservato agli alunni delle medie e delle superiori. Lo ha fatto con una storia nella storia, quasi un intervista a una famiglia di profughi afgana ai quali il nonno di Ilaria ha affittato una casa in campagna. Un articolo nel quale Ilaria racconta la storia di questa famiglia arrivata a Ferrara. L’alunna è stata la vincitrice della categoria “Voci migranti” della II edizione di Scuole Senza Frontiere, il progetto di web journalism di Medici Senza Frontiere (MSF).
La premiazione si è svolta ieri mattina, in un incontro virtuale organizzato da MSF che ha visto anche la partecipazione dello scrittore Roberto Saviano che si è confrontato con i ragazzi sul valore del raccontare i grandi temi umanitari e la responsabilità della ricerca di fonti attendibili e storie, per essere propagatori di notizie in modo coinvolgente e responsabile. Così come sicuramente coinvolgente è stato il lavoro di Ilaria, che ieri abbiamo incontrato nella sua scuola, assieme alla preside professoressa Maria Gaiani. «Amo la matematica – ci sorprende Ilaria – perché mi distende, però mi piace anche scrivere. Ho raccontato la storia facendo una sorta di intervista ai componenti di questa famiglia afgana: mamma, papà, molto giovani; e poi 3 figli maschi». Molti gli interrogativi di Ilaria, ma molti anche quelli ai quali questa bravissima alunna ha già trovato risposta: «Un profugo alla fine – dice Ilaria – non è soltanto qualcuno che fugge da qualcosa, bensì verso qualcosa, verso una vita migliore». Da alcuni passaggi dell’intervista emergono scenari inquietanti: «Per i bambini – ha scritto Ilaria nel suo racconto vincitore – è molto pericoloso andare fuori di casa per recarsi a scuola: chi vive in Afghanistan sa che ogni passo fuori, lo espone al pericolo di un attacco.
La mattina quando si esce di casa ci si saluta come fosse l’ultima volta». E ancora: «L’ultimo conflitto in questo Paese è scoppiato il 7 ottobre del 2001, ma l’Afghanistan è un Paese ormai in guerra da più di 30 anni». Insomma una bella soddisfazione sia per Ilaria che per la sua preside, la professoressa Gaiani che sottolinea orgogliosa: «Siamo di fronte a un’alunna molto matura e molto studiosa. Pensi che quando ci sono le pause durante le lezioni, lei prende in mano un libro e continua a studiare. Siamo tutti molto contenti per il premio che ha ricevuto». Appena possibile, Ilaria sarà accolta in visita alla Fondazione Feltrinelli di Milano. —
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