Caricento passa al Gruppo Credem Cavicchi: «Saremo più forti di prima»
L’istituto sarà incorporato alla banca di Reggio Emilia Fusione a regime la prossima estate. Concambio per tutti
Accordo fatto, Cassa di Risparmio di Cento passa al Gruppo Credem. Ieri è stato siglato un accordo quadro finalizzato a realizzare la fusione per incorporazione dell’istituto guerciniano all’interno del Credito Emiliano. Dopo questo primo passo fondamentale, una completa integrazione dovrebbe arrivare nell’estate 2021, a valle di tutte le autorizzazioni e le deliberazioni assembleari necessarie. Un passaggio a suo modo storico, dopo che l’anno scorso era saltata la trattativa per la cessione a Banca popolare di Sondrio.
L’operazione avverrà con un concambio azionario di 0, 7 azioni di Credito Emiliano per ogni azione della Caricento, ma ci saranno anche 1 milione di azioni centesi di Fondazione e Holding acquisite per 7 milioni di euro, una sorta di premio di maggioranza. A seguito dell’aumento di capitale che dovrà essere eseguito da Credem, i soci attuali dell’istituto centese arriveranno a detenere circa il 2, 85% del gruppo con base a Reggio Emilia.
caricento: «grande opportunità»
«Per Cassa di Risparmio di Cento quella di oggi è una giornata molto importante, storica, e una tappa fondamentale nel processo di diversificazione del territorio», ha detto Raffaella Cavicchi, presidente della Fondazione Caricento, durante la conferenza stampa a commento dell’accordo quadro.
La trattativa per l’incorporazione in Credem «era iniziata ad aprile, nel pieno dell’emergenza sanitaria – ha ricordato la presidente Cavicchi –. Quindi considero questa una tappa, non un punto d’arrivo, e un’opportunità di continuare a essere un interlocutore importante sul territorio. Cassa entra nel gruppo Credem e sarà più forte di prima e potrà crescere, anche grazie alle sinergie che si creeranno».
CREDEM: «sinergie rilevanti»
Accanto alla Cavicchi, nell’incontro in videoconferenza con la stampa, c’era il presidente di Credito Emiliano, Lucio Igino Zanon di Valgiurata. «Questa fusione per incorporazione è un’operazione particolarmente rilevante per il territorio e per noi. Perché noi veniamo da 10 anni di crescita esclusivamente per linee interne, è la prima volta durante questo periodo che ci accostiamo a un’operazione del genere», ha affermato il numero uno di Credem. «Siamo fiduciosi – ha proseguito – che questa integrazione possa generare sinergie rilevanti. A regime immaginiamo che l’operazione sia generatrice di un utile netto aggiuntivo per il gruppo di circa 15 milioni di euro».
Zanon ha precisato che a beneficiare dell’operazione saranno anche i piccoli azionisti: «Sarà un pieno concambio, alle medesime condizioni per tutti».
SUL MARCHIO SI RAGIONERà
Ancora nessuna decisione invece sulle insegne del marchio Caricento dopo la fusione: «È un tema – ha detto Zanon – che non abbiamo ancora affrontato in modo operativo. È evidente che c’è un radicamento sul territorio del marchio Caricento, ma è anche evidente che ci sono sinergie comunicative che beneficerebbero di un marchio unico. Ne ragioneremo insieme, cominciando a lavorare insieme».
I sindacati sull’attenti
Sull’accordo si sono espressi anche i sindacati. La Fabi nazionale promette di «vigilare sui livelli occupazionali». Mentre Samuel Paganini, segretario generale della Fisac–Cgil di Ferrara esprime «interesse e nello stesso tempo preoccupazione. Sicuramente Credem è una banca solida, importante, dagli ottimi numeri di bilancio», è la premessa. Tuttavia Caricento «ha al proprio interno dei professionisti del credito e del risparmio che non vogliamo perdere» e quindi, continua Paganini, «ci prepariamo a un confronto sicuramente non facile, ma nello stesso tempo costruttivo, che non si basi solo su i risparmi di costi, ma piuttosto su un progetto di investimento e di rilancio del territorio». –
Fabio Terminali
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