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nello stabilimento di gaibanella  

Dipendenti-ladri alla Manifattura Berluti Rubavano scarpe e le rivendevano online

Marcello Pulidori
Dipendenti-ladri alla Manifattura Berluti Rubavano scarpe e le rivendevano online

I carabinieri denunciano tre persone e recuperano 400mila euro di refurtiva. L’azienda ha impiegato investigatori privati

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Rubavano scarpe e pelli all’interno dello stabilimento in cui lavoravano e, grazie alla complicità di una persona esterna, le rivendevano online a metà prezzo. Pensavano, forse, di essere al riparo, ma le indagini dei carabinieri non hanno lasciato spazio ad altre strade. Tre persone, due dipendenti della Manifattura Berluti, e un “esterno”, sono state denunciate dai militari al termine di una serie di indagini che hanno portato alla scoperta di quanto accadeva nello stabilimento di Gaibanella, alle porte di Ferrara. Per i due dipendenti infedeli la denuncia è per furto aggravato e continuato in concorso, per la persona esterna è per ricettazione. La Berluti è una delle realtà manifatturiere e lavorative più importanti di Ferrara, nello stabilimento di Gaibanella si producono scarpe e oggetti di pelletteria di lusso.



L’operazione dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ferrara, è scattata all’alba di mercoledì, con tre perquisizioni domiciliari e una presso l’azienda vittima dell’azione illecita. Oltre alle denunce, i carabinieri hanno recuperato refurtiva per oltre 400mila euro. Mentre a oltre 500mila euro ammonta il danno complessivo procurato all’azienda. I dirigenti della stessa azienda avevano notato che da un paio di anni comparivano loro prodotti, originali, in vendita su siti internet, a una cifra pari al 50% del normale prezzo di mercato. La prima mossa del servizio di sicurezza interno è stata quella di monitorare la produzione e di incaricare una società di investigazioni, al fine di identificare gli autori delle vendite online e comprendere da dove provenissero i prodotti. Gli investigatori privati sono così riusciti a risalire a un nickname registrato su internet, genericamente collocato nell’area milanese. I manager hanno poi deciso di rivolgersi immediatamente ai carabinieri, presentando denuncia nel febbraio scorso. I militari hanno immediatamente iniziato le indagini coordinate dalla Procura di Ferrara ma, considerato il periodo di lockdown, anche le vendite del prodotto sui siti internet apparivano molto rarefatte.



Con la “Fase 2 covid” anche gli autori dei furti si sono rimessi in attività, per cui gli investigatori hanno potuto identificare il venditore online in un giovane ventottenne della provincia di Rovigo, il quale è stato subito “monitorato”. Dalle attività investigative svolte sul conto del giovane si poteva risalire anche ai suoi “fornitori”, che venivano identificati in un uomo cinquantatreenne anch’egli della provincia di Rovigo e una donna quarantacinquenne di origini straniere residente a Ferrara, entrambi da tempo dipendenti della nota azienda con sede a Gaibanella.



I carabinieri hanno potuto così documentare che, periodicamente, i due collaboratori infedeli sottraevano pochi capi dal ciclo produttivo finale, per portarli presso le proprie abitazioni. Successivamente contattavano il loro complice per la vendita online dei prodotti rubati. Nel corso delle perquisizioni è stata recuperata refurtiva, come si diceva, tra scarpe e pelli per un valore stimato di oltre 400mila euro.

Terminata questa prima importante fase, il Nucleo Investigativo dei carabinieri di Ferrara, coadiuvato dal servizio di sicurezza aziendale che ha già fornito un determinante contributo, proseguirà nelle indagini al fine di verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone. –



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