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somministrazioni rinviate 

Influenza, vaccino finito nel 20% degli ambulatori

giovanna corrieri

Il calcolo è del sindacato medici di famiglia Fimmg Il segretario Casaroli: la Regione garantisce le dosi ma i pazienti si arrabbiano

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Quest’anno l’avvio anticipato della campagna antinfluenzale decisa dalla Regione ha determinato in alcune zone dell’Emilia Romagna difficoltà da parte delle ditte distributrici nella consegna dei vaccini, e conseguenti ritardi nella somministrazione delle dosi ai pazienti: «Entro la prima settimana di novembre saranno consegnate tutte le dosi programmate, circa 1, 2 milioni» è stato però l’annuncio, qualche giorno fa, da parte dell’Assessorato regionale alle politiche per la salute. Tempi che al momento sono garantiti ma che non permetteranno comunque di scongiurare tout court ritardi, visto che qualcuno le dosi le ha già finite.

«Ci è stato garantito che altre dosi arriveranno e le indicazioni della Regione che ha annunciato le nuove forniture per la prima settimana di novembre è confermata. Ma la certezza la avrò solo martedì, quando ci sarà il Comitato aziendale della medicina generale: in quell’occasione l’Azienda dovrebbe dare proprio la garanzia che i vaccini arriveranno nei tempi previsti dalla Regione», dice il dottor Claudio Casaroli (Fimmg).

I medici che prevedono di finire le scorte verso la fine della prossima settimana, quindi, potrebbero anche poter rispettare gli appuntamenti fissati ai propri pazienti, il problema però è che altri le scorte le hanno già finite. In questo caso l’interruzione della somministrazione è già realtà: «Ci sono colleghi che sono rimasti senza fornitura e che sono quindi già obbligati a rimandare gli appuntamenti, con grande disappunto dei pazienti» conferma Casaroli. Dai cui calcoli un «buon 20% di medici» si trova attualmente nella condizione di dover rimandare la somministrazione del vaccino di una settimana o di dieci giorni. Sempre poi che le nuove dosi arrivino effettivamente nei tempi annunciati.

Intanto si registrano pazienti insoddisfatti, anche perché impazienti di sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale, soprattutto alla luce dell’andamento dell’emergenza sanitaria. Forse anche per questo l’affluenza è andata oltre le aspettative. —

giovanna corrieri

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