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la cessione di soenergy 

Azzalli: «In consiglio una messa in scena Baldini non festeggi»

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argenta

«Una intollerabile messa in scena quella cui abbiamo assistito nell’ultimo consiglio comunale». Gabriella Azzalli, capogruppo di Argenta Rinnovamento, torna sui temi della seduta che ha visto al centro la cessione di Soenergy.

Prima riconosce l’operato del manager Ponticelli («molto abile nello scovare un compratore disposto a pagare quasi il doppio di quanto stabilito in perizia«), poi attacca il sindaco Baldini. «Non si comprende cosa abbia da festeggiare. Forse il fatto che non dovrà tornare a fare l’insegnante, giacché senza l’intervento dei generosi modenesi Soenergy sarebbe fallita, trascinando con sé Soelia e provocando il commissariamento del Comune», sostiene la capogruppo Azzalli, secondo la quale la vendita di Soenergy «porterà oltre 50 milioni di euro che serviranno non a riempire le buche nelle strade o a rendere antisismici gli edifici pubblici, ma a coprire le enormi perdite realizzate da amministratori improvvidi, troppo spesso politici di lungo corso, quanto meno privi delle necessarie competenze».

La consigliera torna sull’ultimo bilancio di Soelia («approvato con una perdita di 600mila euro, verrà corretto con ben 22 milioni di perdite», aggiungendo che «anche dopo la vendita, i problemi non sono finiti. Dovremo ancora fornire garanzie per 12 milioni, i dipendenti della sede argentana sono garantiti solo per un anno, dopodiché sarà scontata una drastica riduzione, e Soelia ha già annunciato che sarà costretta, per sopravvivere, a vendere le reti gas, costruite in 50 anni della nostra storia».

«LE MIE DENUNCE IGNORATE»

La Azzalli si toglie altri sassolini dalle scarpe: «Il sindaco Baldini ed il suo predecessore Fiorentini hanno ignorato per dieci anni non solo le mie denunce, definite fantasie frutto di rancore personale, ma anche le relazioni degli organi di revisione e quanto traspariva dalla semplice lettura dei bilanci».

Sempre Baldini e Fiorentini, conclude la consigliera, «sono la principale causa del disastro e poco conta che oggi abbiano la sfrontatezza di presentarsi come i salvatori della Patria. Misureremo presto il loro reale interesse per il bene di Argenta. Resta infatti aperto il capitolo della ricostruzione dei fatti e la ricerca delle eventuali responsabilità degli amministratori, per le quali sono chiamati ad agire concretamente e su cui non sarebbe accettabile far cadere una cappa di silenzio». —

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