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Nascosti tra il carico di prugne Tre clandestini messi in salvo

KATIA ROMAGNOLI
Nascosti tra il carico di prugne Tre clandestini messi in salvo

Sono entrati nella cella frigorifera di autotreno che li ha portati a Conserve Italia I ragazzi stanno bene: accompagnati a Cona per i controlli. Autista ignaro

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POMPOSA

Hanno viaggiato, per due giorni, nascosti in mezzo ad un carico di prugne, nella cella frigorifera di un autotreno, ma sono in buone condizioni di salute i tre giovani di nazionalità afghana, scoperti venerdì sera da alcuni dipendenti, durante le operazioni di scarico di frutta, nel piazzale dello stabilimento Conserve Italia di Pomposa.

il viaggio

I tre, di età compresa fra i 18 e i 23 anni, hanno trascorso almeno 48 ore nella cella frigorifera, fortunatamente spenta, del mezzo pesante, proveniente dalla Bulgaria, ma ancora non è chiaro in quale località e soprattutto con quali modalità siano riusciti a guadagnarsi un passaggio di fortuna, peraltro ad alto rischio.

L’autotrasportatore alla guida dell’autotreno, un quarantacinquenne bulgaro, identificato dai carabinieri di Codigoro, a loro volta supportati dai colleghi di Lagosanto intervenuti sul posto, si è mostrato ignaro dell’accaduto e anzi non ha nascosto le proprie preoccupazioni di poter subire conseguenze penalmente rilevanti per il trasporto dei tre sconosciuti.

«È stata una sorpresa per tutti, anche per l’autista – ha spiegato Antonello Chessa, direttore di Conserve Italia –, che ha detto di non saperne nulla. I tre clandestini potrebbero essere saliti, non si sa come, durante una sosta in un autogrill, perché l’autotreno, nella parte posteriore si può aprire. Abbiamo messo a disposizione un nostro traduttore, perché i tre giovani non parlavano la nostra lingua. Naturalmente abbiamo rispedito al fornitore il carico di prugne secche che avremmo dovuto lavorare nel nostro stabilimento».

cosa è successo

I tre giovani afghani, sprovvisti di documenti sono poi stati accompagnati dai carabinieri all’ospedale di Cona, per le verifiche dello stato di salute e per l’esecuzione del tampone, risultato poi negativo. Una volta interessata, la direttrice dell’Asp del Delta Ferrarese, Angela Petrucciani, per i tre immigrati clandestini è stato individuato un ricovero per la notte, nella struttura parrocchiale di Pontemaodino. «Quello che è possibile fare, lo si fa – ha commentato il parroco don Marco Polmonari –; ho compiuto un atto di carità nei confronti di tre ragazzini, mettendo a disposizione tre letti. I carabinieri hanno ispezionato i locali e hanno stazionato nella struttura con i tre ospiti per tutta la notte. Oggi (ieri per chi legge) a mezzogiorno i ragazzi sono stati portati via». Ieri mattina i carabinieri, in raccordo con l’Ufficio Immigrazione della Questura di Ferrara, hanno avviato le procedure di identificazione, per l’eventuale espulsione dal suolo italiano. Nel primo pomeriggio i tre a sono stati trasferiti in città, per essere collocati in una struttura idonea per rifugiati e richiedenti asilo politico. —

KATIA ROMAGNOLI

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