Cordoglio per l’uomo morto e preoccupazione per i cantieri
L’incidente dell’altra sera sull’Adriatica ha gettato nel lutto la famiglia Menna La caduta fatale con lo scooter ripropone la pericolosità dei lavori stradali
PORTOMAGGIORE
Lutto, cordoglio, riservatezza. La tragica morte di Romeo Menna, l’altra sera sulla statale Adriatica, ha lasciato un grande vuoto e colpito in uno dei suoi affetti più cari un’intera famiglia tra Portomaggiore e Gambulaga. Erano tre, infatti, i fratelli Menna e la scomparsa prematura di Romeo, 54 anni, ha gettato nello sconforto, assieme ai fratelli, anche i nuclei familiari a loro riconducibili: ecco, allora, gli innumerevoli messaggi di cordoglio ricevuti dal nipote Matteo, il più esposto sui social network e anche il volto più noto della famiglia per la sua attività sportiva in ambito arti marziali.
L’INCIDENTE
Ma torniamo alla zio Romeo: al di là della prassi, che vuole che si attendano gli esiti dei rilievi effettuati dalle forze dell’ordine per avere un quadro certo della dinamica, c’è poco da chiarire su come l’incidente stradale ne abbia causato la morte. I carabinieri di Portomaggiore, ai quali è affidato il caso, potranno accertare se l’uomo, alla guida del suo scooterone Honda Zz, stesse procedendo a una velocità eccessiva oppure no: in ogni caso, si è trovato improvvisamente davanti un’auto ferma, incolonnata a seguito del senso unico alternato di marcia in prossimità di un cantiere, e Menna nel frenare con decisione ha perso il controllo del proprio veicolo, scivolando, rimanendo in parte sotto lo stesso scooter e andando a finire la corsa con violenza proprio contro quell’auto ferma, una Fiat Punto di servizio della ditta edile Silla. A nulla è valso che il 54enne portuense indossasse regolarmente il casco: l’impatto è stato tremendo e gli è costato la vita. In attesa del via libera dell’autorità giudiziaria, i funerali non sono stati ancora fissati: con tutta probabilità, si andrà alla prossima settimana.
I CANTIERI
Quest’ultima tragedia riporta all’attenzione la pericolosità dei cantieri stradali e la loro regolamentazione. Solo nell’ultimo mese, infatti, un altro lutto si è verificato sulle strade del Ferrarese e un altro incidente avrebbe potuto terminare con conseguenze assai peggiori.
Il primo e più tragico è avvenuto il 23 settembre scorso sulla Ferrara-mare ed è costato la vita ad Augustine Aigbovo, 40 anni, originario del Gambia ma da alcuni anni residente con la moglie e il figlio di soli 5 anni a Ozzano Emilia: l’uomo, addetto alla segnalazione del cantiere, venne investito da una Fiat Panda, il cui conducente si era distratto.
Sarebbe potuta andare molto peggio, e in un primo momento si era temuto che accadesse, alla maestra d’asilo portuense, più o meno nello stesso punto dell’Adriatica dove l’altra sera si è consumata la tragedia: giovedì scorso la donna, infatti, con la propria auto si era fermata in coda e aveva acceso le quattro frecce per segnalare quell’anomalo stop, eppure un camion le era arrivato addosso, schiacciando il suo veicolo contro l’altro mezzo pesante che lo precedeva.
Questi tre episodi riportano all’attenzione il problema sicurezza dei cantieri stradali. —
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